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Disabile “respinta” alla visita: «Manca il lettino che le serve»

Disabile “respinta” alla visita: «Manca il lettino che le serve»

Il dispositivo è in un altro reparto ma nessuno lo dice alla donna, che rinuncia. «Non è possibile essere costretti ad annullare ogni volta per i troppi problemi»

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GROSSETO. La disabilità può essere un ostacolo alla vita di una persona. Ma non può essere “causa” di ostacolo alla cura della propria salute.

Maria (nome di fantasia) ha 45 anni e una condizione che la obbliga a spostarsi con il deambulatore. Pochi giorni fa ha cercato di prenotare una visita ginecologica di prevenzione alla libera professione all’ospedale Misericordia, senza però riuscirci: «Mi dispiace ma non abbiamo lettini motorizzati e modulabili in altezza», le avrebbe risposto la ginecologa con un messaggino.

Maria ha una patologia invalidante contro la quale combatte da più di 10 anni. Per questo, prima di prenotare la visita aveva chiesto alla dottoressa se nel suo studio ci fosse un dispositivo in grado di aiutarla nel movimento.

«Può farsi accompagnare da qualcuno che, insieme a noi, possa facilitare la salita sul lettino», le avrebbe risposto ancora la ginecologa.

Un tentativo, insomma, ma non certo la soluzione al problema. La condizione di Maria, infatti, le causa anche delle perdite di equilibrio. Per questo non si sente sicura a farsi sollevare da qualcuno, anche solo per il breve tratto dal deambulatore al lettino; che comunque è molto alto.

Paradossalmente sembra, oltretutto, che al Misericordia ci sia un dispositivo come quello di cui la donna ha bisogno; ma in un altro reparto. Solo che nessuno l’ha detto a Maria: «Io ho chiesto se ci fosse il lettino e mi è stato risposto di no. Questo è ciò che so», riassume.

All’ingresso dell’ambulatorio, inoltre, c’è un gradino. È basso, e anche le persone in carrozzina riescono di solito a superarlo; ma per la donna anche quello è un grosso ostacolo. «Uno scalino di 15 o 20 centimetri può sembrare un nulla, ma per me è come una montagna», racconta ancora Maria: «Facevo già fatica a superarlo tre anni fa, quando le mie condizioni di salute erano migliori, adesso è praticamente impossibile».

Tante piccole difficoltà, che però hanno portato la donna a rinunciare alla visita. E come lei, forse, anche altre persone si sono trovate nella stessa situazione.

Maria si dice infuriata e delusa, perché – in quanto disabile – è sempre costretta a chiedere per poter avere qualsiasi cosa. E spesso, come in questo caso, le viene negato. «Siamo nel 2022. Non è possibile che una persona disabile si trovi costretta ad annullare una visita perché ci sono sempre troppi problemi», dice.

La donna, chiedendo l’anonimato, ha voluto raccontare la sua disavventura per spronare altre persone a non tacere di fronte ai disservizi, a non subire la lesione al proprio diritto all’autonomia.

E lei per prima non si abbatte. Grosseto è una città in cui ci sono molte barriere architettoniche, ma comunque «è più vivibile di altre. I disabili riescono a girare abbastanza bene», conclude.



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