Il Tirreno

Grosseto

TRIBUNALE

Gavorrano, il Tar boccia il traliccio della Finoria

M. N.
Gavorrano, il Tar boccia il traliccio della Finoria

«Esito ampiamente scontato»

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GAVORRANO. Il traliccio della Finoria deve essere inserito nel programma comunale degli impianti per la telefonia.

Lo ha deciso il Tar (il Tribunale amministrativo regionale) della Toscana, che ha confermato come la struttura sia destinata a ospitare quel tipo di «servizio e di tecnologie assimilabili», dando quindi torto al Comune di Gavorrano. Il Tribunale ha così condannato il municipio a pagare anche 6mila euro alla società Empire Srl, titolare del traliccio e ricorrente davanti ai giudici amministrativi.

Il sito, inizialmente, non era stato individuato per l’installazione delle antenne. Un errore, questo, definito come «materiale» da parte degli amministratori, errore che il Comune aveva ammesso e poi corretto con una delibera.

Il traliccio della Finoria, un’antenna alta alcune decine di metri nel parco di Gavorrano, era senza dubbio un “grande indesiderato” all’interno del Comune, e proprio su questo argomento si erano concentrate le opposizioni in Consiglio. All’epoca, Sinistra Italiana chiese addirittura le dimissioni dell’assessore Daniele Tonini, tra i firmatari del documento.

Sulla decisione del Tar è intervenuto il gruppo consiliare Centrodestra Gavorrano definendo il finale «talmente scontato che già nel Consiglio comunale del novembre 202, avevamo manifestato la nostra ferma contrarietà all’atteggiamento adottato dal sindaco Andrea Biondi sulla vicenda», rivendicano i consiglieri comunali Andrea Maule e Giacomo Signori.

I due consiglieri spiegano poi come «la vicenda iniziò durante il Consiglio comunale del 30 settembre 2019 quando i tecnici Polab Srl, società incaricata di redigere il nuovo “Programma comunale degli impianti per la telefonia”, dichiararono che alcuni impianti esistenti non erano stati censiti perché non erano di società di telefonia, per cui – evidenziano – l’intenzione era di non proporle come possibile localizzazione, spingendo la Empire Srl a presentare ricorso al Tar».

Maule e Signori sottolineano poi l’importanza della decisione dei giudici amministrativi. «Con questa sentenza numero 398 del 2022, il Tribunale amministrativo regionale della Toscana dà torto al sindaco Biondi: il traliccio – precisano i due esponenti di Centrodestra Gavorrano – deve essere indicato nel piano, poiché infrastruttura preposta a ospitare impianti per la telefonia e tecnologie assimilabili. La sentenza era inevitabile e ci rivela, tra l’altro, una sconcertante presa di posizione dell’amministrazione che, dinanzi ai giudici, ha giustificato l’assenza del traliccio nel piano delle antenne come «mero errore», ma – rivendicano ancora – era secondo noi invece una chiara e decisa presa di posizione».

Maule e Signori si chiedono infine se «non era forse il caso di approcciarsi alla vicenda con un briciolo di umiltà e con un maggior senso di responsabilità? Alla fine tutto ciò è costato alle tasche dei cittadini seimila euro oltre che una pessima figura».



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