Sanità
LA PROTESTA
Agricoltori e allevatori stremati dalla crisi: «Il prezzo del latte va subito aumentato»
NICOLE TERRIBILE
Presidio spontaneo permanente lungo l’Aurelia a sud di Grosseto. Le associazioni? «Non hanno fatto niente per aiutarci»
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ALBERESE. Una bandiera italiana che sventola su una rotoballa di fieno, accanto a un trattore e a un grande striscione. Sopra c’è scritta una sola parola a caratteri cubitali: «Basta». Gli agricoltori e gli allevatori maremmani sono stanchi. E ancora una volta, protestano per cercare di far sentire la propria voce.
Lungo l’Aurelia, in direzione Grosseto, allo svincolo del Collecchio, gli agricoltori maremmani hanno organizzato un presidio per urlare tutti insieme «Basta!». Basta contro l’aumento del costo delle materie prime, contro il caro-energia e basta incertezze sul valore dei prodotti al raccolto.
Per gli agricoltori, è arrivato il momento di aumentare il prezzo del latte, che non subisce variazioni importanti dal 2014. Il settore è in crisi da anni, ma la situazione non ha fatto altro che peggiorare negli ultimi mesi. La barca sta per affondare e sembra non esserci alcuna scialuppa di salvataggio nei paraggi.
Per questo Alessio Marangon, Giuseppe e Andrea Rustici, Massimo Felicioni, Maurizio Gonnelli e altri circa 50 agricoltori hanno scelto di organizzare questo presidio. Giorno e notte, a partire da sabato, si sono uniti per chiedere l’immediato aumento del prezzo del latte, più garanzie sui prezzi di vendita delle future produzioni e aiuti economici per compensare le perdite subìte negli ultimi mesi.
Guardando al futuro, invece, chiedono «che la politica agricola venga inserita tra le attività strategiche e da salvaguardare per la tenuta economica del Paese». E si potrebbe valutare di «legare i prezzi dei prodotti all’inflazione, come accadeva fino al 1994».
Ma il dito è puntato anche contro le associazioni di categoria, ritenute colpevoli di non aver tutelato a dovere i loro interessi. «Non ci ascoltano – commentano i manifestanti in coro – Parlano tanto, ma in questi mesi non hanno fatto nulla per aiutarci». E per questo, non sono state invitate al presidio. O, meglio, sono inviate ad ascoltare, per una volta, senza fare comizi. E poi a cercare di trovare una situazione ai problemi che pesano sempre di più sulle spalle degli agricoltori maremmani, ma non solo.
Anche in altre città sono nati presidi e proteste simili organizzati dai lavoratori. Tutti uniti sotto il grido: «Basta!».
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