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Grosseto: lite fra conviventi nella notte, lei chiama la Polizia

Grosseto: lite fra conviventi nella notte, lei chiama la Polizia

La coppia condivideva l'appartamento da appena una settimana, l'uomo è stato allontanato dagli agenti

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GROSSETO. Nella notte tra lunedi 28 e martedi 29 marzo, tra una coppia di giovani fidanzati che aveva iniziato la convivenza da appena una setitmana si è acceso un litigio.

La discussione era ancora in corso quando la ragazza ha deciso di chiamare il numero di emergenza 112 con il proprio cellulare per chiedere aiuto. Sul posto è a intervenuta una volante della questura con a bordo personale femminile, trovando nell’appartamento i due fidanzati sempre alle prese con il litigio.

Gli agenti una volta riportata la calma, hanno ascoltato le ragioni di entrambi constatando che i due, negli ultimi giorni, avevano litigato spesso anche se per questioni di poca importanza. Quella sera, però, la donna, esasperata dai continui diverbi, ha deciso di non proseguire oltre la convivenza: per questo ha chiesto agli agenti di allontanare il convivente, che non era residente a Grosseto. Il ragazzo ha quindi acconsentito alla richiesta, lasciando immediatamente l’appartamento per trascorrere la notte in una struttura ricettiva.

Gli agenti, a questo punto, constatato che la ragazza non necessitava di cure mediche, dopo averla tranquillizzata l'hanno informata dei suoi diritti e della possibilità di rivolgersi alle apposite strutture specializzate (come i centri antiviolenza) invitandola a richiamare senza esitazione il numero di emergenza in caso di bisogno.

La polizia di stato, da sempre in prima linea contro maltrattamenti e violenza domestica, invita le donne a segnalare senza esitazione abusi e violenze fin dal primo episodio rivolgendosi al numero di emergenza 112 o alle strutture antiviolenza.

Chiamare le forze dell’ordine per segnalare casi di liti familiari, significa offrire la possibilità alla polizia di Stato di intervenire preventivamente attraverso il progetto dell’applicativo denominato “Scudo”. Questo è un sistema di supporto per la gestione delle attività di “pronto intervento” delle pattuglie che operano su strada, perché attraverso l’uso di tablet in dotazione alla polizia, è possibile consultare direttamente i precedenti interventi degli equipaggi nei confronti di vittime di liti o violenza, anche nei casi in cui non sia stata proposta denuncia o querela.  Gli interventi inseriti in “Scudo” riguardano sia episodi rientranti nel "codice rosso" sia i fatti che – seppure non caratterizzati da particolare gravità o aggressività, come le liti verbali – attraverso una condotta abituale potrebbero assumere, in futuro, rilievo penale, come atti persecutori o maltrattamenti in famiglia. 

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