Il Tirreno

Grosseto

il caso corte dei conti 

La lista del sindaco difende Turbanti: «Atto di trasparenza»

Francesca Ferri
Da sinistra Fausto Turbanti e Andrea Vasellini, del gruppo consiliare Vcs, Vivarelli Colonna sindaco (foto Agenzia Bf)
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Da sinistra Fausto Turbanti e Andrea Vasellini, del gruppo consiliare Vcs, Vivarelli Colonna sindaco (foto Agenzia Bf)

Replica del gruppo consiliare all’ex assessore Cerboni: «Un giocoliere, tanto è bravo a rigirare la realtà dei fatti»

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GROSSETO. Nessun pregiudizio, solo per trasparenza. Il gruppo consiliare Vivarelli Colonna sindaco, di cui fa parte il presidente del consiglio comunale Fausto Turbanti, replica al consigliere della stessa maggioranza, il leghista Giacomo Cerboni. E difende l’operato di Turbanti nella vicenda che riguarda le criticità nel bilancio comunale, rilevate dalla Corte dei Conti e rese note da Turbanti durante nel consiglio comunale del 7 marzo in un modo che Cerboni, ex assessore al bilancio negli anni a cui risalgono i rilievi, ha definito irrituale, mirato solo a colpire il suo operato.

Una vicenda che affonda le radici a ottobre quando Cerboni e Turbanti sono rimasti entrambi fuori dalla giunta del secondo mandato per questioni legate agli equilibri di genere. Ma mentre Turbanti ha ottenuto la carica di presidente del consiglio, Cerboni si è dovuto accontentare di restare semplice consigliere. E da allora i rapporti tra Cerboni e il resto della maggioranza, ma in particolare con la lista Avc sindaco, sono diventati tesissimi.

Cerboni sabato ha convocato una conferenza stampa – da solo, senza il suo gruppo consiliare – per ridimensionare i numeri finiti sotto la lente dei giudici contabili e per difendere l’operato dei dirigenti comunali. Oggi la replica dell’intera lista del sindaco Antonfrancesco Vivarelli Colonna.

«Vogliamo affermarlo con chiarezza – dicono da Avc sindaco –: dando lettura, durante il primo consiglio comunale utile, delle conclusioni della Corte dei Conti in merito ai consuntivi di bilancio del passato, Fausto Turbanti ha fatto esattamente ciò che doveva. Senza pregiudizi, particolari mediazioni o intenti provocatori, il presidente ha condiviso in piena trasparenza una comunicazione che la Corte ha inviato non a lui, non al Comune, non a determinati uffici, ma al consiglio comunale. Nessuna velata insinuazione, dunque, ma solo un atto doveroso al quale Turbanti era tenuto ad assolvere, nell’assoluto rispetto delle prerogative dell’assemblea che rappresenta tutti i cittadini di Grosseto».

La Corte dei Conti ha, in estrema sintesi, contestato una serie di irregolarità nei consuntivi 2017-2019 tra cui, fra l’altro, la mancanza di un fondo rischi contenzioso: «Il consiglio e la città avevano il pieno diritto a esserne informati», dice la lista del sindaco.

Per Avc sindaco quella di Cerboni è stata «un’esibizione» e lui stesso un «giocoliere tanto è bravo a rigirare la realtà dei fatti. Se qualcuno ha attaccato più volte gli uffici, questo è stato lui, non certo il presidente del consiglio, il quale ha come unica colpa quella di aver svolto le proprie funzioni. Insomma, si strumentalizza il richiamo della Corte dei Conti per colpire l’amministrazione Vivarelli Colonna. Il tutto, in uno scenario surreale in cui chi è stato ripreso dalla Corte dei Conti inizia ad accusare chi a quel tempo non c’era o non ricopriva incarichi interessati dalle censure. Viene da pensare che il dissapore personalissimo del consigliere Cerboni sia la ragione unica di questa sparata fuori luogo: un tentativo inutile, quanto poco coraggioso, di attaccare chi è vicino al sindaco per tentare di ferirlo, cosciente di non essere in grado di farlo apertamente. Da una parte isterismi personali, acuiti dalla contestazione della Corte dei Conti, dall’altra la verità e il primato del bene comune».

La lista non entra nel merito delle questioni: «Dovranno essere affrontate nelle sedi opportune, con serenità e spirito di collaborazione». Per il resto «crediamo giusto – dicono – intervenire per difendere le prerogative e i diritti di tutto il consiglio comunale, prendendo atto che il consigliere Cerboni ha sempre scelto di polemizzare, peraltro in modo sterile, con figure espressioni della lista civica Avc. E questo, politicamente, non può non disturbarci».


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