Il presidio
Inaugurato a Cuneo il monumento a Juliane Assange firmato Cont e Serra
Gli artisti, mancianesi d’adozione, hanno realizzato un’opera per essere vicini a chi si batte contro i crimini dei governi
MANCIANO. È stato installato domenica 20 gennaio a Priero (Cuneo), nella rotatoria in cui si incontrano la strada provinciale 28bis e la strada provinciale 55, il segnale/monumento dedicato a Julian Assange, realizzato da Maurizio Cont con Gianmarco Serra, di Manciano, e dell’impresa Fratelli Albertazzi di Albinia.
Simbolo globale di trasparenza dell’informazione, Assange, 50 anni, è il giornalista, attivista e programmatore che, nel 2010, tramite l’organizzazione divulgativa WikiLeaks, ha rivelato documenti statunitensi secretati riguardanti crimini di guerra. Dal 2019 Assange è incarcerato nel Regno Unito dopo aver trascorso sette anni rifugiato nell’ambasciata dell’Ecuador. È stato ripetutamente proposto per il Premio Nobel per la pace per la sua attività di informazione e trasparenza e ha ricevuto diversi riconoscimenti tra la Medaglia d’oro per la Pace con la Giustizia dalla Fondazione Sydney Peace.
«In un momento in cui il parlamento italiano ha dimostrato tutta la sua ignoranza e vigliaccheria, disertando le sedute dedicate al caso Julian Assange – dicono gli autori – con questo omaggio all’uomo e alla sua azione vogliamo mandare un duplice segnale: da una parte testimoniare la nostra vicinanza a tutti coloro che si battono per denunciare i crimini dei governi di tutto il mondo; dall’altra sollecitare azioni simili nelle scuole, Comuni, Province e altri enti ed entità pubbliche. Ci piacerebbe insomma che la società recuperasse il coraggio, la forza, l’indipendenza di pensiero per lanciare messaggi sui grandi temi della contemporaneità».
La scultura era stata presentata lo scorso autunno al Dry Garden Mates a Doganella, nel comune di Orbetello.
Il sindaco di Priero, Alessandro Ingaria, aveva poi deciso di accoglierla «in omaggio al movimento e alla libertà, come al coraggio e all’indipendenza delle idee di Assange».
Si tratta di una stele di ferro e plexiglass che si innalza per sette metri, attraversando una gabbia colorata. Sulla stele, tra due pezzi trasparenti di plexiglass, è scritto il nome Julian per simboleggiare la sua vita sospesa per la verità. Lo slogan lanciato dai realizzatori è: «La menzogna è la malattia. La verità è la cura».
Esistono due copie dell’opera: una accolta dal Comune di Priero e una collocata nel Dry Garden Mates di Orbetello, nel giardino arricchito di opere d’arte.
«Il caso Assange – dicono Serra e Cont – rappresenta due concezioni del potere antitetiche: quella Secentesca, opaca e criminale, che sembra rafforzarsi di anno in anno, e quella democratica e trasparente per cui si battono Wikileaks e altre piattaforme nel mondo, fondata sul diritto universale alla conoscenza. Bisogna tenere alta la guardia, e anzi, attaccare senza tregua il potere, perché la passività è il male del nostro tempo».
Gli ideatori e realizzatori della scultura monumento stanno producendo anche una suite musicale dedicata ad Assange, con vari artisti internazionali, che sarà pronta non prima di aprile.
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