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Autobus urbani: tagli in vista da giugno in 4 centri della provincia

Maurizio Caldarelli
Autobus urbani: tagli in vista da giugno in 4 centri della provincia

L’allarme lanciato da Rifondazione comunista riguarda Follonica, Massa Marittima, Orbetello e Monte Argentario

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GROSSETO. Non c’è ancora una data certa, ma alcuni servizi urbani di Autolinee Toscana, il colosso francese che gestisce il servizio di autobus in tutta la regione, saranno dismessi. Si tratta di linee che, anche prima del Covid, erano poco utilizzate.

Sull’argomento interviene, con una nota, la federazione provinciale del Partito della Rifondazione Comunista, che chiede lumi ad AT e alla Regione Toscana.

«Abbiamo appreso dai sindacati di settore – scrive la segretaria provinciale, Stefania Amarugi – che la situazione dei trasporti nella nostra provincia sta diventando veramente preoccupante. Sta prendendo corpo l’ipotesi che i servizi potranno essere ridotti in maniera consistente e questo significherà da un lato gravi disagi per gli abitanti di alcune zone della nostra provincia, e dall’altro un considerevole taglio di posti di lavoro. A seguito di quanto previsto dal bando di gara, la Regione Toscana per l’amministrazione provinciale di Grosseto e i comuni interessati, cioè quelli che hanno più corse urbane di fascia debole, vale a dire scarsamente utilizzate, ha optato per la soppressione degli stessi, totale o parziale a seconda dei luoghi».

Ciò, spiega ancora Amarugi, comporterà il taglio di 400mila chilometri che corrisponde a dieci turni di servizio in meno.

Ma dove sono previsti questi tagli? «Per fare un esempio, andranno a sparire i servizi urbani di Follonica, di Orbetello e di Monte Argentario e così avverrà anche per quello di Massa Marittima», dice Amarugi.

«La decisione non dipende da Autolinee Toscana – confermano dalla società per azioni interamente controllata da Ratp Dev – ma dagli atti di gara che hanno portato a un gestore unico e sono di competenza della Regione Toscana. Si tratta insomma di accordi decisi con gli enti locali».

«Le fasi previsionali della gara – continua Stefania Amarugi – individuavano quelli che nell’area nord della regione sono stati considerati come i cosiddetti “lotti deboli”, cosa che doveva essere fatta anche per le province del sud, mentre qui si è preferito scegliere l’altra opzione, cioè quella dei tagli. Questa cosa doveva succedere già a novembre, ma la Autolinee Toscane non lo ha ritenuto opportuno essendosi appena insediata. Ora le cose sono cambiate e l’11 giugno pare sia la data ultima per arrivare a questa drastica decisione. Sicuramente una data non felice per questa scelta, ammesso che ce ne sia una, con l’arrivo dell’estate. Intanto l’azienda ha momentaneamente, e ragionevolmente, bloccato eventuali trasferimenti per evitare di complicare la situazione».

Nella sua nota la segretaria del Prc sottolinea che a suo parere «occorre valutare quanto questa decisione porterà a conseguenze pesanti. Ancora una volta si tagliano posti di lavoro e ancora una volta si tolgono servizi alle persone più fragili, a coloro cioè che un pezzo alla volta scontano con sempre maggiore difficoltà ed emarginazione la scelta di non far morire i propri paesi».

In realtà Autolinee Toscana nelle scorse settimane in un comunicato stampa ha annunciato l’assunzione di 200 autisti, 20 per la zona sud della Toscana, compreso quindi Grosseto. Con la dismissione dei servizi urbani in alcuni comuni maremmani la società non dovrà fare tagli. Le tre uscite saranno solamente quelle del personale che andrà in pensione. E il nuovo tabellone degli orari porterà solo ad alcuni spostamenti.

«Si spera che i sindacati, unitamente alle amministrazioni locali, cerchino azioni da intraprendere nei confronti della Regione», auspica Amarugi.

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