Il Tirreno

Grosseto

guardia di finanza 

Grosseto, scoperto elettricista evasore da 150mila euro

Nicole Terribile
Grosseto, scoperto elettricista evasore da 150mila euro

Cinquantenne, emetteva fattura agli ignari clienti: ma per tre anni non ha dichiarato nulla, né per l’Iva né per i redditi 

3 MINUTI DI LETTURA





GROSSETO. Nel giro di tre anni aveva accumulato 150mila euro di evasione fiscale, lavorando in nero e non dichiarando nulla al fisco: è un elettricista l’ennesimo “furbetto” a essere stato individuato dalla guardia di finanza.

A finire nel mirino è stato un cinquantenne, che per anni ha lavorato in nero in tutta la zona costiera della provincia. Un evasore che comunque emetteva la fattura cartacea per i lavori eseguiti, la consegnava ai clienti, ma poi non depositava alcuna dichiarazione Iva o dei redditi. Un “modus operandi” fermato adesso dalle fiamme gialle, ma che è andato avanti per un periodo piuttosto lungo: i finanzieri hanno concentrato le indagini nei tre anni precedenti alla pandemia, quando il lavoro dell’evasore era all’apice.

Il cinquantenne ha seguito una modalità di evasione non particolarmente complicata, ma irregolare, dato che i clienti erano all’oscuro di tutto e, anzi, avevano l’impressione di essere in regola, poiché venivano emesse delle fatture. Durante l’ispezione dell’abitazione del cinquantenne, sono state effettivamente ritrovate alcune di queste fatture, oltre a documentazione “extracontabile” – appunti, ad esempio – che hanno permesso anche di identificare una cinquantina di clienti risultati ignari. Il lavoro è stato lungo, ha visto i finanzieri impegnati per mesi, tra monitoraggio delle banche dati, tracciamenti, controlli incrociati, interviste ai clienti e segnalazioni: il tutto per cercare di ricostruire il volume d’affari dell’evasore e metterlo con le spalle al muro, fino al punto in cui non fosse più stato possibile per lui negare l’evidenza dei fatti.

Nonostante tutto ciò, l’elettricista cinquantenne si sarebbe dimostrato molto poco collaborativo, cercando in tutti i modi di ostacolare i controlli, rifiutandosi – tra le altre cose – di mostrare un documento d’identità.

Già da un primo screening patrimoniale, il cinquantenne risultava non aver dichiarato nulla nei tre anni precedenti allo scoppio della pandemia. Da qui è nata un’ispezione fiscale più approfondita. Le fiamme gialle hanno contestato un’evasione complessiva di 150mila euro, accompagnata dalla verbalizzazione inviata all’Agenzia delle entrate per la definizione della procedura di accertamento.

L’ennesimo “furbetto” è stato stanato, ma non è il primo, e non sarà nemmeno l’ultimo. «È importante fermare questi soggetti – fanno sapere dal comando provinciale – Non soltanto per punire i colpevoli, ma anche per tutelare i cittadini e gli artigiani onesti. Chi lavora in nero, non dichiarando nulla, ha minori costi e questo può portarli a far pagare di meno i lavori e ad essere più concorrenziali rispetto a chi invece osserva le regole; il nostro compito è di portarli fuori dal mercato, così da tutelare gli artigiani onesti». E in questo percorso la guardia di finanza è supportata anche dalle associazioni di categoria. Un lavoro congiunto, lungo, impegnativo, ma utile per cercare di far sì che “la legge del più furbo” smetta di governare in Italia.

© RIPRODUZIONE RISERVATA
 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il presidio

Peccioli, scatta la protesta contro l’ossicombustore: «Non siamo la discarica della Toscana»

di Redazione Pontedera