Italia
Radio Onda Azzurra, i pionieri dell’hockey minuto per minuto
Nel 1979 nasce a Follonica, per volontà di un manipolo di giovani appassionati, un’emittente che anticipava i tempi raccontando in diretta gli anni d’oro dello sport a rotelle
Sarà ricordato come il periodo più romantico e affascinante dell’hockey su pista italiano. E quello andato in scena dalla metà degli anni ‘70 alla fine degli anni ‘90 del secolo scorso, quando stecche e pattini infiammavano i palazzetti e si assisteva alle gesta di giocatori straordinari come Raul Micheli, Stefano Dal Lago, Enrico e Massimo Mariotti, Pino Marzella, Franco Amato e tanti altri.
C’era una radio in quegli anni che trasmetteva in diretta le partite del campionato di serie A. Il suo nome era Radio Onda Azzurra, un’emittente nata nel 1979 da un’idea di Stefano Fedeli, Alessandro Riparbelli, Leonardo Agostinelli, Emi Pacenti e Simonetta Riparbelli. Un gruppo di ragazzi che decisero di staccarsi dalla prima strorica radio del Golfo, Radio Diffusione Follonica, per dare vita e scommettere su un nuovo progetto: più giovane, brillante e snello. Gli studi della neonata radio si trovavano in via Fiume a Follonica e trasmetteva sui 91.6 e 101.7 della modulazione di frequenza. Musica e informazione al servizio della comunità ma anche tanto sport locale con servizi e interviste curate da Riccardo Bertocci e Franco Ciullini.
Fra queste “Tutto l’Hockey minuto per minuto” con collegamenti in diretta da tutte le piste di serie A. Senza dubbio un’innovazione ripresa tanti anni dopo dalla lega hockey attraverso Radio Padania libera. Una novità assoluta per quei tempi visto le oggettive difficoltà ad allestire ponti radio efficienti non essendoci ancora i telefoni cellulari. Addirittura Leonardo Agostinelli progettò uno zaino che consentiva al cronista di trasmettere e muoversi nell’ambito della stessa pista.
«Oggi tutto questo farebbe sorridere – racconta Franco Ciullini inviato per Radio Onda Azzurra – ma all’epoca c’era la voglia di fare qualcosa non solo per l’hockey ma anche per la città stessa. I problemi arrivavano in trasferta dove l’unica soluzione era quella di avere una cabina o un telefono a gettoni alla pista o nelle vicinanze. Sarebbe stata poi mia premura procurarmi una buona quantità di gettoni, per raccontare una partita che a mia volta mi veniva riferita da qualche amico che faceva da ponte fra la pista e il telefono. Oppure in casi eccezionali come a Pordenone e Novara ci dovevamo arrangiare fra un misto di dati reali e qualche volontaria licenza poetica, alla quale contribuiva con perspicacia dallo studio un brillante Leonardo Agostinelli. L’esperienza di “Tutto l’hockey minuto per minuto” fu esaltante e piacevole – continua Ciullini – e fu poi allargata alle altre radio disponibili creando il primo network dell’hockey».
Oggi è tutto più semplice grazie alle dirette streaming, Facebook e le altre varie piattaforme, ma in quegli anni serviva passione e fantasia e un po’ di romanticismo nel raccontare una partita. Tempi ormai passati ma ricordi che riaffiorano con la stessa forza ed entusiasmo di allora. Un periodo fantastico dove si riusciva davvero con pochissimi mezzi a disposizione e tanta immaginazione a regalare delle emozioni davvero uniche.
«Era proprio così – sottolinea Ciullini, allora giovane giocatore di hockey e speaker di Radio Onda Azzura – riuscivamo a divertirci e far divertire quelli che ci ascoltavano, avevamo una collaborazione con Radio Luna di Roma, un periodo che ricordo ancora con molto piacere, tutto bello e genuino. Ma la vita va avanti – conclude – oggi è tutto molto tecnologico, è il segno dei tempi, dobbiamo essere felici di aver provato sensazioni che ci porteremo dietro per sempre».
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