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Addio al dottor Caterini Medico e volontario Cri nelle zone di guerra
CASTEL DEL PIANO. Castel del Piano piange la scomparsa del dottor Vito Caterini, 71 anni, noto e apprezzatissimo medico cardiologo, che ha lavorato a lungo all’ospedale del paese. Caterini è morto nei giorni scorsi a Firenze, città dove viveva da diversi anni.
Originario di Avellino, in Campania, Caterini aveva conseguito la maturità classica al liceo Colletta di Avellino nel 1968. Si era poi trasferito a Siena dove si era laureato con lode in Medicina e chirurgia nel 1974. Aveva quindi conseguito la specializzazione in Malattie cardiache e vascolari e in Tisiologia e malattie respiratorie. Nel suo curriculum anche un master secondo livello all’università di Firenze in Medicina e danni da agenti nucleari, biologici e chimici. E c’è una ragione precisa per questa ultima specializzazione.
Cardiologo – fino al 1989 all’ospedale di Poggibonsi, poi all’ospedale di Castel del Piano – oltre a lavorare per il servizio sanitario pubblico, Caterini prestava servizio anche come volontario. Ausiliario nelle forze armate dal 1991, maggiore medico del corpo militare volontario della Croce rossa italiana, ha partecipato a molte missioni Nato in scenari di guerra, dalla Somalia all’Eritrea, ad Asmara, all’Albania, con la missione Arcobaleno, durante la guerra del Kossovo. Ha prestato assistenza sanitaria ai campi profughi albanesi e ai campi profughi africani.
Per la sua attività Caterini ha ricevuto un’infinità di riconoscimenti: Grande ufficiale dell’ordine al merito della Repubblica Italiana, cavalierati e cittadinanze onorarie estere, medaglia Nato (nel 2003 e nel 2010), riconoscimenti e per molte missioni.
«Un bravissimo cardiologo e una persona molto affabile, in gamba», lo descrive Ferruccio Lorenzoni, sottufficiale del corpo militare della Croce rossa, che con Caterini ha condiviso l’esperienza in Kossovo.
Sempre per la Croce rossa in provincia di Grosseto è stato consigliere provinciale e insegnante e direttore di corsi di studio per infermiere volontarie.
Ormai in pensione, Caterini esercitava la professione da libero professionista. Continuava a seguire i propri pazienti in privato – aveva uno studio a Castel del Piano e uno a Poggibonsi – e continuava a fare volontariato, nella nuova “guerra” della pandemia da Covid.
«Soprattutto nella zona di Firenze – ricorda ancora Lorenzoni – era tra i medici in pensione che danno un contributo fondamentale a eseguire tamponi, fare i vaccini e così via».
Un medico dall’animo nobile, e non solo quello. Caterini nobile lo era davvero. La sua è una nobile famiglia di Castel di Mirto, nell’Avellinese. E lui stesso aveva molti titoli nobiliari, il più importante dei quali era quello di principe, riconosciuto nel 2011.
Uomo dai tantissimi interessi era anche diplomato in psicologia della criminalità e della devianza e in grafologia giudiziaria
A Castel del Piano la sua scomparsa ha suscitato unanime cordoglio. «Un bravissimo medico e una bravissima persona», lo ricorda il consigliere comunale Corrado Lazzeroni.
Nel paese amiatino il dottor Caterini era rimasto fino a pochi anni fa. Alla fine del 2018 aveva ricevuto una brutta diagnosi. Era stato colpito da un linfoma. Aveva quindi deciso di trasferirsi a Firenze, dove vivono la figlia, Silvia, e la moglie, Eva Kenyeres, di origini ungheresi, pese dove lui stesso aveva studiato alla Albert Szent-Györgyi Medical University.
Dall’inizio di gennaio le sue condizioni si erano aggravate. Giovedì, purtroppo, si è spento per sempre.
«Era un uomo dai mille interessi e anche ultimamente, nonostante le sue condizioni, aveva tantissimi progetti ancora», lo ricorda la figlia Silvia.
A causa della situazione sanitaria dovuta alla pandemia da Covid, non è stato possibile organizzare una cerimonia funebre. Dopo una semplice benedizione, la salma è stata cremata e le sue ceneri verranno portate al suo paese natale nei prossimi giorni.
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