Maltrattamenti all’asilo Il gip: «Nuove indagini sulla suora educatrice»
Accolta l’opposizione all’archiviazione presentata dai genitori Quattro mesi per ricostruire i comportamenti nei video
grosseto. Il giudice per le indagini preliminari ha ordinato nuove indagini sui presunti maltrattamenti alla scuola materna, una vicenda risalente al 2017 per la quale è indagata una suora, Sophiamma Joseph, di nazionalità indiana, oggi 59 anni, da tempo ormai altrove. Strattoni, minacce di schiaffi, schiaffetti sulla bocca o sulla fronte ed episodi similari.
Quattro mesi, ha ordinato il gip Sergio Compagnucci, per completare gli accertamenti, che dovranno riesaminare le riprese effettuate dalle telecamere nascoste dalla squadra mobile: immagini di scarsa qualità, tanto che il giudice suggerisce al pm salvatore Ferraro la nomina di un consulente tecnico «affinché venga ricostruito il comportamento tenuto dai protagonisti dei medesimi filmati, con precisa indicazione della paternità e del contenuto delle frasi registrate».
Il giudice ha accolto la richiesta di opposizione all’archiviazione presentata nel luglio 2019 da sei genitori, assistiti dall’avvocato Alessandro Antichi. Non ha però ritenuto necessario, per il proseguimento delle indagini, sentire anche altri genitori, in quanto le circostanze sarebbero del tutto generiche: «Il fatto che alcuni bambini non andassero volentieri all’asilo – nota il gip – quand’anche ciò risultasse, non sarebbe comunque dimostrativo di condotte maltrattanti da parte dell’indagata».
Il punto nodale sta nelle intercettazioni. Quelle stesse che nella richiesta di proroga (giugno 2017) avrebbero contenuto le indicazioni di comportamenti minacciosi da parte della suora: «adesso t’ammazzo, ti spacco la bocca». Dopo l’interrogatorio della suona, nota il gip, il pm sarebbe tornato sui suoi passi, «ribaltando in maniera clamorosa il significato dei risultati delle intercettazioni»: ad esempio, nella relazione dell’ottobre 2018 la frase «ti spacco la bocca» sarebbe attribuibile al bambino.
Insomma, serve un approfondimento per chiarire questi aspetti e per capire se davvero i maltrattamenti indicati sono avvenuti, per non lasciare zone d’ombra, perché le eventuali responsabilità vengano accertate.
Proprio la frase «ti spacco la bocca» era al centro di aluni passaggi dell’opposizione all’archiviazione. L’avvocato Antichi aveva chiesto i video registrati dalla polizia giudiziaria fossero «rivisti criticamente con l’ausilio di una consulenza tecnica, pedagogista e-o psicologo infantile, al fine di verificare se le condotte tenute dall’indagata possano ritenersi adeguati e conformi a metodi di insegnamento comunemente accettati e approvati dalla comunità scientifica». E questa affermazione faceva riferimento ai comportamenti di suor Sophianne, che aveva detto di essere intervenuta fisicamente per dividere i bambini, di essere stata costretta ad alzare la voce, di aver gesticolato, di aver alzato le gambe solo per giocare con i bambini e di aver buttato i giochi per terra con lo scopo di farli raccogliere ai bambini stessi, senza alcuna intenzione di maltrattare nessuno. La difesa dei genitori aveva osservato che «la suora non riusciva a gestire nemmeno dieci bambini, abbandonandosi a frequenti scatti d’ira e in generale usando metodi inadeguati rispetto all’età dei bambini a lei affidati». I video, pur se di qualità scarsa, «non evidenziano mai l’atteggiamento “amorevole” descritto dalle colleghe». Schiaffetti, strattoni, urla, un bambino preso per un orecchio, i giochi buttati in terra denotano, secondo i genitori, «rabbia, agitazione e concitazione da parte dell’educatore». La consulenza dovrebbe far luce anche sull’episodio in cui un bambino pronuncia la frase «ti spacco la bocca»: «Un episodio inquietante? Come mai un bambino proferisce quelle parole? Perché la suora risponde con continue urla invece di tranquillizzarlo?».
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