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Le mille vite di Moreno Buccianti Il papa, il calcio e la Nazionale suore
«Sono un appassionato di sport a cui piace organizzare eventi per le persone in difficoltà»
FOLLONICA. Nella vita ha fatto veramente di tutto: dallo sbandieratore dei Terzieri di Massa Marittima al calciatore, dall’allenatore all’organizzatore di eventi, fino a scoprire la sua grande passione per la cucina e portarlo a condurre la trasmissione #OggimisentoChef.
Ma nella realtà chi è davvero Moreno Buccianti? «Sono un appassionato di calcio che ha praticato a livello dilettantistico e dello sport in generale. Mi piace organizzare eventi sportivi soprattutto quando c è di mezzo la solidarietà e la possibilità di aiutare le persone più sfortunate. Lo faccio ormai da molti anni, soprattutto grazie alla Seleçao Sacerdoti calcio che ho fondato nel 2005»
Come le venne in mente di mettere su una squadra di preti?
«In verità c’era già una nazionale che faceva capo a don Leonardo Biancalani a Piombino, diciamo che io ho cercato di estendere il progetto coinvolgendo anche sacerdoti di altre nazioni, in buona sostanza di dare al tutto una dimensione internazionale».
A pochi anni dalla sua nascita, esattamente nel 2008, la Seleçao fu ospite al Festival di Sanremo: era l’edizione presentata da Pippo Baudo e Piero Chiambretti, con consegna della maglia ai due conduttori...
«Sì, fu molto divertente e Baudo e Chiambretti molto simpatici. Per i nostri sacerdoti era un qualcosa di nuovo al quale non erano sicuramente abituati».
Una delle sue iniziative più significative è stata sicuramente la partita giocata a Betlemme nel 2010 contro la Nazionale di Palestina, Accademy Fondazione Giovanni Paolo II, allo scopo di costruire un campo di calcio per i bambini palestinesi.
«Fu una grande emozione, non solo per il fatto di giocare una partita “storica” in Terra Santa, ma per l’atmosfera incredibile che si percepiva intorno a noi: poter visitare i luoghi in cui si è consumata la vita terrena di Gesù Cristo è un qualcosa che sfugge ad ogni logica, un’esperienza davvero difficile da descrivere che mi porterò dietro per tutta la vita. Padre Ibrahim Faltas, economo della custodia di Terra Santa ci consegnò una natività in madre perla con l’impegno di consegnarla a Papa Ratzinger».
Consegna che avvenne quattro anni dopo...
«Esattamente nel 2014 sul sagrato della basilica di San Pietro avvenne la consegna da parte di Adriana Sigilli titolare dell’agenzia di viaggi “Diomira” che sponsorizzò il progetto in Palestina».
Anche l’omaggio della maglia numero 1 della Seleçao Sacerdoti a Papa Francesco deve essere stato un momento molto toccante per lei.
«Effettivamente trovarsi gomito a gomito con il Santo Padre non capita tutti i giorni, attimi indimenticabili».
Cosa le disse il Pontefice?
«Era incuriosito dal fatto che dei sacerdoti si cimentassero su un campo da calcio. Mi chiese come giocavano. E io risposti: “È una squadra che gioca da Dio”»
La sua associazione in occasione del 15° anno di fondazione ha ricevuto anche il premio Guirlande D’Hounner.
«Altro momento molto importante per tutti noi, un riconoscimento che ha dato lustro a tutta la nostra attività di volontariato».
Sarebbe impossibile elencare le iniziative che lei è riuscito ad organizzare, tutte dal grande significato sportivo e sociale. Ma ce n’è stata una più importante delle altre o comunque che le ha dato maggior soddisfazione?
«Fermo restando che la trasferta in Terra Santa rimane una cosa unica per tante ragioni credo che il Campionato Europeo dei Sacerdoti nel 2018 con Italia, Portogallo, Spagna, Ucraina e Croazia allo stadio di San Siro sia stato l’evento più rilevante da quando guido la Seleçao. Riuscire a coinvolgere tante nazionali e farli giocare in uno dei templi del calcio mondiale, come appunto lo stadio Giuseppe Meazza sia stata una cosa molto impegnativa. La soddisfazione di esserci riuscito mi ha ripagato dei tanti sacrifici»
La sua ultima trovata è la Nazionale calcio Suore.
«Era un’idea che avevo in mente da tempo, il calcio è seguito in egual misura da uomini e donne, diciamo che i tempi erano maturi per un passo del genere. Le suore hanno sposato con grande entusiasmo questo progetto, e posso confermare che anche da un punto di vista tecnico mi stanno regalando delle soddisfazioni».
Con suor Paola presidentessa onoraria poi...
«Suor Paola è da sempre grande appassionata e super tifosa della Lazio e si è dimostrata subito entusiasta del progetto».
Quale sarà il prossimo evento targato Buccianti?
«Sto organizzando la “Assisi Cup” fratelli tutti, un torneo internazionale con campo in sintetico allestito sul sagrato della basilica di San Francesco».
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