Il Tirreno

Grosseto

i dati dell’inaugurazione dell’anno giudiziario 

Tribunale, alta produttività 227 le sentenze per giudice

P.S.
Tribunale, alta produttività 227 le sentenze per giudice

Azzerato da tempo l’arretrato dell’ufficio gip/gup, 11mila i provvedimenti emessi Sono state 53 le ordinanze di convalida di fermo e arresto, 258 le misure cautelari

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Grosseto. I procedimenti penali chiusi sono stati più di quelli arrivati negli uffici del Tribunale. Ciascun giudice del dibattimento ha emesso, in media, 227 sentenze. I giudici dell’ufficio gip-gup hanno firmato complessivamente oltre 11mila provvedimenti. I magistrati del settore civile hanno firmato 160 sentenze ciascuno, quello del settore lavoro ben 211.

È un quadro di alta produttività quello disegnato per Grosseto dal presidente della Corte di appello di Firenze, Alessandro Nencini, all’apertura dell’anno giudiziario in Toscana. Una conferma di quello proposto già un anno fa sulla base dei dati del Tribunale presieduto da Laura Di Girolamo. Al 30 giugno dell’anno scorso (come sempre i dati sono relativi ai dodici mesi precedenti) c’erano 77 processi pendenti davanti al collegio (meno 18 rispetto allo stesso periodo del 2019/2020) e 3.073 di fronte ai giudici monocratici (meno 96). I procedimenti complessivamente pervenuti sono diminuiti del venti per cento, quelli pendenti sono diminuiti del nove per cento. Risultati positivi ottenuti «malgrado una scopertura del settore del dibattimento penale di due giudici nel primo semestre e di un giudice nel corso degli ultimi quattro mesi dell’anno di riferimento»; e poiché dalla fine di settembre ha preso servizio una nuova giudice «può favorevolmente auspicarsi che il trend positivo possa continuare, in quanto il settore del dibattimento penale potrà proseguire con il lavoro di due collegi fissi e con cinque giudici monocratici, oltre al presidente del tribunale che presiede uno dei due collegi».

Parole di elogio per l’ufficio gip-gup, i cui tre magistrati (adesso due) hanno azzerato nel 2020 l’arretrato in materia di archiviazione e che hanno comunque visto una diminuzione dei procedimenti definiti. Quelli pendenti contro noti sono passati in tre anni da 10.311 a 7.438 a 1.713; questi ultimi, sommati a quelli arrivati hanno portato il totale a 4.864 (erano stati 10.291). Si legge nella relazione: «Il completo smaltimento dell’arretrato nel settore delle archiviazioni contro noti – per il quale era stato creato ad hoc l’Ufficio del processo, con il rafforzamento del personale amministrativo addetto alla lavorazione dei fascicoli definiti dal magistrato (l’anno scorso, infatti, nel periodo in esame erano stati emessi ben 7.567 provvedimenti di archiviazione nei procedimenti contro noti) – ha infatti drasticamente abbattuto il numero di provvedimenti emessi, riportandolo nell’ambito fisiologico dell’Ufficio, ancorché sempre superiore alle sopravvenienze. Il numero complessivo dei provvedimenti di archiviazione contro noti nel periodo in questioni è stato, infatti, pari a 2.870. Attualmente, pertanto, i due magistrati dell’ufficio gip/gup trattano e definiscono le richieste di archiviazione che pervengono all’ufficio relative all’anno in corso, ancorché sia inevitabile la nuova formazione di un certo arretrato in questo settore ove il terzo posto rimasto vacante non venga tempestivamente coperto, considerato che tutti gli sforzi sono concentrati sulla tempestiva definizione delle richieste cautelari, anche in ragione del notevole incremento subito dalle stesse a causa del cd codice rosso. Si segnala che nel periodo in esame i tempi medi di definizione delle richieste cautelari è di soli 4,6 giorni a fronte di 53 ordinanze di convalida del fermo o dell’arresto, 258 provvedimenti in materia di misure cautelari personali e 87 in quello delle misure cautelari reali».

I procedimenti definiti con riti alternativi (355) sono il triplo di quelli definiti con il rinvio a giudizio.

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