Il Tirreno

Grosseto

Via libera agli agricampeggi anche in zona cascatelle

Francesca Ferri
Via libera agli agricampeggi anche in zona cascatelle

Il Comune di Manciano modifica il regolamento urbanistico: tende e strutture anche nelle aree Arpa 

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MANCIANO. Sognate di addormentarvi in una stanza che “non ha più pareti ma alberi”? Aprite gli occhi, togliete via le cuffie con Gino Paoli e preparatevi a organizzare la vostra prossima vacanza in quel di Manciano.

In tenda a Saturnia

Qui il Comune ha appena dato il via libera alla nascita di agricampeggi in quattro degli angoli più suggestivi del territorio: la vallata delle cascate di Saturnia, le colline fiorite di Montauto, gli scorci mozzafiato del castello di Marsiliana e le verdi sponde del Fiora vicino a San Martino.

Suggestivi e tutelati, perché compresi nelle cosiddette zone Arpa. Ma che, con una modifica urbanistica, potranno veder spuntare qua e là tende, yurte, capanne sugli alberi o finanche le nuovissime bubble rooms, simili a confortevoli igloo in vetro dove dormire sotto le stelle.

Una decisione che si candida a modificare l’offerta turistica del Mancianese, ma che ha sollevato anche voci contrarie tra operatori del settore, che temono la nuova concorrenza, e politici dell’opposizione, che si fa portavoce della protesta e teme anche ripercussioni sul paesaggio.

In camping ma comodi

L’agricampeggio è una forma di campeggio realizzato in campagna dove l’azienda agricola mette a disposizione servizi igienici, corrente elettrica, se vuole anche la colazione, e dà ai clienti la possibilità di accamparsi nella proprietà. A differenza dei camping classici, gli spazi sono molto più dilatati, le tende sono più “mimetizzate” nel contesto ambientale ma possono essere anche molto ampie, fino a 70 metri quadrati, 110 se comprese anche le verande, nel caso siano messe a disposizione dai titolari degli agriturismi. Insomma, strutture rimovibili, sì, ma comunque non proprio microscopiche come una canadesina. Tanto che per installarle serve l’autorizzazione del Suap.

Dettagli urbanistici

Dal punto di vista turistico, un modo per offrire nuove esperienze di soggiorno e per ampliare i posti letto sul territorio. Dal punto di vista urbanistico, un importante cambiamento anche visivo del panorama, posto che le strutture devono essere rimovibili. L’agricampeggio è stato introdotto in Toscana con la legge 30 del 2003 e detta precise regole. Nel 2020 la Regione ha aggiornato la legge, dettagliando alcuni aspetti, e precisando che gli agricampeggi possono essere realizzati nelle zone agricole o “di frangia” (zone tra i campi e i paesi) ma non nelle aree protette, a meno che i singoli Comuni non lo consentano nei propri regolamenti. E qui sta la novità mancianese.

Cambiano le regole

Il piano operativo del Comune di Manciano, che risale al 2018, vietava di fare agricampeggi nelle quattro zone Arpa (Aree a ridotto potenziale antropico). Ma per dare ai turisti un’esperienza unica negli angoli più belli del territorio, il Comune ha deciso di modificare i propri strumenti urbanistici per consentire l’arrivo di tende e casette mobili anche nelle zone più tutelate. Prima, però, ha dovuto assicurarsi che l’eccezione al vincolo fosse una strada percorribile.

Il dubbio, il via libera

«Abbiamo inviato un quesito alla Regione – spiega al Tirreno il vicesindaco Luca Pallini – e ci hanno risposto, sostanzialmente, l’Agricoltura sì, l’Urbanistica no. Quindi abbiamo richiesto un parere tecnico allo Studio legale associato Giovanni Pellegrino. Il quale ci ha risposto che, con una delibera di consiglio comunale, si sarebbe potuto modifica il “regime di preclusione” precedentemente stabilito dai nostri strumenti urbanistici, senza seguire il più complesso iter della pianificazione urbanistica».

Il consiglio comunale si è riunito giovedì 13 gennaio e, con l’astensione della minoranza, la modifica è passata. «Le zone Arpa rimangono – specifica Pallini – ma diamo la possibilità agli imprenditori di poter fare l’agricampeggio».

No camping selvaggio

L’amministrazione comunale, dice ancora Pallini, «ha voluto fortemente la modifica del Piano Operativo per permettere agli imprenditori di intraprendere la strada dell’agricampeggio, come ulteriore spinta economica e turistica per il nostro territorio. Considerando che ad oggi, in Toscana sono attivi circa 4.500 agriturismi con una superficie media di 9 ettari e gli agricampeggi censiti sono poco più di un centinaio, l’amministrazione crede fortemente che, consentendo l’intercettazione di questo target di ospiti ad oggi poco considerato nell’ospitalità agrituristica, si agevolerebbe la conoscenza di tutto il territorio, e si permetterebbe, conseguentemente, una diversa distribuzione dell’indotto derivato dal turismo».

Gli agricampeggi, assicura inoltre il vicesindaco Pallini, saranno anche piccoli centri di valorizzazione dei prodotti del territorio e contribuiranno a «escludere o ridurre il fenomeno del campeggio abusivo» e i conseguenti rischi di incendi e inquinamento.

Quanto al rischio di eventuali sfregi al paesaggio che potrebbero essere provocati da strutture potenzialmente impattanti, Pallini assicura: «La Regione Toscana regolamenta in modo preciso ciò che si può e non si può fare».

E tanto, secondo il vicesindaco, dovrebbe garantire la vallata di Saturnia, le colline di Montauto, il castello di Marsiliana e le sponde del Fiora.

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