Il presidio
Falsi matrimoni Chiesto rinvio a giudizio per una massetana
La procura di Livorno vuole il processo per 58 indagati In cambio di soldi avrebbero organizzato 24 nozze fasulle
Stefano Taglione
livorno. In cambio di soldi avrebbero organizzato 24 falsi matrimoni per far ottenere il permesso di soggiorno in Italia ad altrettanti cittadini sudamericani o nordafricani. La sostituto procuratore di Livorno Ezia Mancusi, titolare dell’inchiesta delegata alla guardia di finanza e andata avanti dal 2014 al 2019, ha chiesto il rinvio a giudizio per 58 persone accusate, a seconda dei casi, di favoreggiamento all’immigrazione clandestina e induzione in falso in atto pubblico.
Ventitré delle false nozze sarebbero state organizzate a Livorno, una a Rosignano. Il rilascio dei permessi di soggiorno avrebbe poi interessato 24 stranieri: 16 dominicani, due peruviani, un cubano, un nigeriano, un marocchino, un tunisino e un senegalese. Il prezzo per ogni matrimonio? Secondo gli inquirenti fra i seimila e gli ottomila euro, per un presunto giro d’affari fra i 150mila e i 200mila euro. Ventidue i livornesi coinvolti nell’inchiesta e accusati di favoreggiamento all’immigrazione clandestina, così come una piombinese e un’altra di Massa Marittima. Incolpevoli i pubblici ufficiali che hanno celebrato le unioni, dato che sarebbero stati all’oscuro di tutto. L’organizzatore – nonché il principale indagato – sarebbe il dominicano Hilario Sandoval, 57 anni; i suoi collaboratori livornesi Franco Raminghi (72), Alberto Barontini (60), Maurizio Bacci (58), Eleonora Puntoni (47).
Indagati sia per favoreggiamento all’immigrazione clandestina che per induzione in falso in atto pubblico i livornesi Federico Tramontani (33 anni), Simone Ricciardulli (stessa età), Consuelo Buti (23), Antonella Raffaelli (59), Michela Guiducci (48), Massimiliano Gucciardo (48), Simona Guiducci (34), Saimon Turini (33), Iuri Catanzaro (46), Kevin Monticelli (28), Jari Bartolini (34), Anna Di Simone (58), Riccardo Santuari (54), Tiziano Camus (41), Andrea Avola (45), Giuliana Lucarelli (47), Stefania Pini (54), Massimo Pracchia (42, nato a Firenze), Carmelo Di Grande (68 anni e nato a Sciacca, Agrigento), Massimiliano Telluzzi (30), Daniele Amaro (27) e Maicol Turini (31). Stesse accuse per la piombinese Mirna Gianfaldoni (65 anni) e Gloria Mariana Gianfaldoni (29, nata a Massa Marittima), per il nigeriano Festus Ebhodaghe (32) e per la dominicana trentatreenne Elizabeth Nisaly Diaz Montilla. Solo per il reato di induzione in falso in atto pubblico, invece, è stato chiesto il rinvio a giudizio per il livornese Sabrino Buti (53 anni), per i dominicani Jhomairy Vargas Cabreras (27), Martina Jimenez Nolasco (45 anni e indagata anche per abbandono di persone incapaci per aver lasciato il marito poi morto mentre lei era in Spagna), Liliana Mercedes Guzman (35 e residente nel Vicentino), Waldys Valdes De Los Santos (36), Luimy Guzman Martinez (44), Judith Alexandra Suero Gonzalez (45), Richard Alexis Suero Gonzalez (46), Ana Iris Batista Perdomo (41), Ana Hilda Ovando Mendez (40), Marisol Florentino (53), Madeleine Rafaela Cabrera Jimenez (38), Kensy Beatriz Melendez Cabrera (35), Gleny Maria Sanchez Vasquez (39, residente nello Spezzino), Juan Carlos Martinez (41, residente alla Spezia), Evelin Cristina Ortiz (39), Cheila Carolina Beltre Montilla (36), Audry Quisalmi Morillo Perez (36) e Johanny Maria Santos Toribio, di 27. Poi per il 35enne tunisino Montassar Hablani, le peruviane Anita Meli Quiroz Azanero e Diana Carolina Lozada Azanero (30 e 28 anni), la cubana Yanet Danay Valdivia Diaz (28), il marocchino Khalid El Kafi (stessa età), il senegalese Oumar Gueye (34 anni) e i nigeriani Godwin Marcel Ebhodaghe (35) e Sylvester Ikiarokhale (32 anni).
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