Il presidio
Bandiere abbrunate alla sede dell’Artemare club
il gesto
Artemare Club, come per gli anniversari delle vittime del Moby Prince, abbruna il vessillo nella propria sede di Porto Santo Stefano per le 32 persone tra crocieristi e membri dell’equipaggio che hanno perso la vita il 13 gennaio di dieci anni fa con Costa Concordia, la più grande nave per tonnellaggio naufragata nella storia della navigazione.
Artemare Club critica anche «i possessori di cimeli del naufragio apparsi in questi giorni su video social e su importanti riviste», ritenendoli «ostentatori di macabro collezionismo, sperando per loro di averne titolo al possesso. È dal marzo del 2012 che non si hanno più notizie della campana del Costa Concordia e di articoli della gioielleria di bordo – si legge in una nota dell’Artemare club – . Per quanto riguarda imbarcazioni e salvagenti, parte di arredi, coperte e valigie, indumenti e libri altri scampoli di vita abbandonati dai passeggeri e dal personale di bordo nella drammatica notte, recuperati trovarono posto in un magazzino tra Talamone e Fonteblanda dove furono ammassati per essere smaltiti nel tempo, pare che la Procura della Repubblica con il relativo l’elenco era interessata a verificare lo smaltimento secondo le regole».
La Regione Toscana, da parte sua, ha costituito dal 2017, l’Armadio della memoria per commemorare la strage della Costa Concordia con documenti, foto, audio e video provenienti anche da enti, associazioni e privati cittadini. Lo ha fatto anche con il Moby Prince e la strage della stazione di Viareggio. I documenti si trovano nella biblioteca della Toscana “Pietro Leopoldo” a Palazzo Cerretani a Firenze.
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