Il Tirreno

Grosseto

monte argentario 

Pista ciclopedonale Burocrazia ed espropri rallentano l’intervento

Andrea Capitani
Pista ciclopedonale Burocrazia ed espropri rallentano l’intervento

3 MINUTI DI LETTURA





Andrea Capitani

monte argentARio. Burocrazia ed espropri rallentano la ciclopedonale. La Regione Toscana finanzierà il percorso tra Santa Liberata e Pozzarello con un contributo di 2,9 milioni di euro. Ma l’intervento non sarà immediato come potrebbe sembrare. Ci vorrà del tempo prima di vedere completato il tratto che alla fine andrebbe da Porto Santo Stefano fino a Porto Ercole e Orbetello – ma anche Albinia, una volta che i lavori sulla Giannella saranno terminati – e che darebbe certamente una svolta anche in ambito turistico.

Il potenziale è enorme e permetterebbe di sfruttare quella branca delle due ruote tanta cara all’ambiente.

Il percorso si riallaccerà al tratto realizzato fino a Santa Liberata e si svilupperà per circa 3,2 chilometri fino a Pozzarello. Sarà percorribile sia a piedi che in bicicletta, intervallando alcuni punti a elevata naturalità ad altri nel centro abitato. Riprenderà in alcune aree il vecchio tratto ferroviario, utilizzando alcune gallerie che venivano percorse prima della Seconda Guerra Mondiale dal famoso trenino Baccarini. Rispetto al progetto presentato in estate 2020 ci sono stati dei cambiamenti sul tracciato, come l’eliminazione di un sovrappasso a Santa Liberata e il tratto che avrebbe dovuto costeggiare la spiaggia del Pozzarello, che invece passerà dall’interno. Situazioni che faranno probabilmente calare la cifra prevista inizialmente. Dei 12 progetti finanziati dalla Regione sui territori per un totale di 10 milioni e 200 mila euro, quello della pista ciclopedonale è il più rilevante in termini economici, con un contributo di 2,9 milioni.

Un intervento oneroso perché realizzato lungo la linea di costa per collegare il paese di Porto Santo Stefano alla strada della Giannella. Ma ci sarà da attendere per vedere la realizzazione definitiva del progetto. A rallentare il tutto è la burocrazia: prima di procedere ai lavori i passaggi obbligati prevedono la chiusura della conferenza dei servizi con i vari enti per poter accedere a tutte le autorizzazioni, tra cui quella della Soprintendenza. Ma non solo, perché il percorso si snoda anche su alcuni terreni che appartengono a privati e contengono, ad esempio, porzioni di giardino o piccoli parcheggi. E, si sa, quella degli espropri non è mai una pratica semplice e sbrigativa da terminare. Dopodiché, al termine di tutte queste operazioni, si potrà procedere con l’avvio delle gare. Per tutti questi motivi è impossibile prevedere quando residenti e turisti potranno percorrere a piedi e in bici la nuova pista. Che sarà importante, come detto, anche a livello turistico per l’offerta del territorio. Che potrà così contare, oltre ai numeri percorsi per trekking e mountain bike sparsi per il promontorio, anche sul collegamento ciclopedonale tra Porto Santo Stefano, Porto Ercole, Orbetello e Albinia. Senza dimenticare il passaggio della grande comunicazione dalla Francia a Roma e l’inizio della Due Mari che arriva fino a Fano.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il presidio

Peccioli, scatta la protesta contro l’ossicombustore: «Non siamo la discarica della Toscana»

di Redazione Pontedera