Salire lassù è un’impresa I gradini sono pericolosi o tappati dai cassonetti
GROSSETO. Intanto, per chi percorre via Saffi salire sulle Mura è un’impresa a dir poco titanica. O viceversa scendere dalle Mura in via Saffi. Andare a caccia di un varco è come cercare un gioiello perduto.
Degli accessi “in salita” verso il camminamento murario che porta verso il bastione Maiano, tre sono o impossibili o poco praticabili.
Per esempio c’è un passaggio con una scalinata, in corrispondenza di via Colombo davanti al 59 di via Saffi, ma i gradini sono pieni di foglie e fango e hanno una consistenza precaria in più punti. Tocca stare attenti a non scivolare e a non farsi male. A tratti sembra un mini percorso di trekking, però siamo in centro storico. Ieri mattina due anziani si sono avventurati qua, con il giornale in braccio. Volevano andare a leggere il giornale su una delle panche lassù in cima, lungo le Mura, che hanno trovato rovesciate. Per arrivarci si sono sorretti a vicenda per non inciampare nel fogliame viscido (seconda foto a destra). Difficile capire quando venga fatta pulizia.
Sempre invia Saffi, davanti a via Solferino e al numero 65, c’è un’altra salita ma solo apparente. Davanti è una sfilza di cassonetti. Uno dell’organico. Due di carta e cartone, due dell’indifferenziata, uno del multimateriale, due del vetro. Sono otto. A servizio dei residenti, sì. Ma quanto basta per tappar loro l’ingresso alla scalinata che porta sopra. A meno che non si spostino i cassonetti per far spazio, come via via vien fatto. Anche nella parte finale di via Saffi, quella più vicina a piazza del Sale, attaccata a un ristorante ci sarebbe un’altra bella salita verso le Mura (foto sopra). Ma pure questa è inaccessibile perché c’è un muretto, che appunto costeggia via Saffi. Le scale partono poco sopra questo muro, se qualcuno ha in animo di salire di qua deve fare un bel balzo e “scavalcare”. Visto dalla parte opposta, dalle mura in giù verso via Saffi, la scalinata può anche essere discesa. Non è sbarrata in nessun modo, ma finisce dritta in quel muro e chi vuol scendere sulla strada deve atterrarci con un salto. «Perché tutto ciò?», indica una residente. El. G.
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