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Commercianti infuriati «Via Bicocchi è un deserto e la politica non ci ascolta»
Davide Novelli
FOLLONICA. Per un follonichese è triste dover scrivere l’epitaffio di una delle vie più importanti della città, come via Emilio Bicocchi. Ma purtroppo, alla luce delle ultime vicende, ciò appare inevitabile.
Nell’ultimo periodo hanno tirato giù le saracinesche per sempre diverse importanti attività commerciali di via Bicocchi: un’edicola, un negozio di tendaggi, un’agenzia assicurativa, un punto vendita di abbigliamento. Poi, addirittura, se ne è andata anche la gloriosa pasticceria Peggi.
Da via dell’oro a cimitero di fondi vuoti. Cos’è accaduto a via Bicocchi? Una domanda a cui può rispondere chi questa storia la sta vivendo da “dentro”. Due attori principali del commercio follonichese. Loro possono aiutare a comprendere quale è il male oscuro che sta lentamente spengendo tutte le vetrine della strada.
Liliana Marrini e Claudia Bracci. La prima è titolare dell’enogastronomia Marrini. La seconda è proprietaria della gioielleria Bracci. Tutte e due lavorano in via Bicocchi. Dalle loro parole emerge un quadro desolante. Una storia di scelte politiche sbagliate e disinteresse diffuso da parte delle istituzioni locali.
«Noi siamo in via Bicocchi con la nostra attività dagli anni Trenta e da qui non ci siamo mai spostati. La causa principale del declino della zona è stata la decisione politica della giunta Bonifazi di cambiare il piano del traffico a Follonica, di fatto creando un imbuto in via Bicocchi, che invece di arrivare alla stazione ferroviaria veniva interrotta all’altezza di via Manzoni. Ovviamente la strada, con ridotta transitabilità, ha visto progressivamente calare l’interesse per i fondi commerciali e, con il passare del tempo, la situazione è arrivata inevitabilmente al livello che oggi tutti possono vedere».
Aggiunge Marrini: «Via Bicocchi non è più la via per antonomasia del centro di Follonica, ma una semplice strada di transito dove la sera, soprattutto d’estate, le auto sfrecciano a velocità sostenuta. Prova ne è la mia esperienza estiva del locale che gestisco, e dei tavoli allestiti all’esterno».
La situazione è compromessa? Può essere fatto qualcosa per far rinascere via Bicocchi? «Intanto occorrerebbe che l’amministrazione rivedesse l’attuale piano del traffico – prosegue Marrini – riaprendo l’arteria fino alla stazione ferroviaria. Ma questo a oggi non è accaduto sebbene da sempre ci è stato promesso un ripensamento di questo piano del traffico. Nessuna amministrazione fino a oggi, però, vi ha messo mano. La strada è abbandonata, occorrerebbe fare un importante intervento di decoro urbano, con il rifacimento dei marciapiedi, della carreggiata, ripensare ai parcheggi da collocare solo in un lato della strada ampliando così la sede transitabile dai veicoli, limitare la velocità di transito con dei dossi dissuasori. Forse così si potrebbe tentare di frenare questo lento volo nel baratro. Bisognerebbe fare interventi strutturali che possano dare continuità all’opera iniziata di rifacimento della piazza dei Caduti».
Non sono mancati, in passato, i dialoghi con le varie amministrazioni comunali. I commercianti di via Bicocchi chiedono aiuto da tempo. «Da sempre, e cioè da quando questo piano del traffico è stato attuato, abbiamo chiesto supporto al Comune, ma nessuno ci ha mai dato delle risposte concrete. Oggi respiriamo solo indifferenza», dice Marrini. Parole forti arrivano anche da Claudia Bracci.
La sua gioielleria è in via Bicocchi dal lontano 1926. «Purtroppo notiamo quotidianamente il declino della strada, e possiamo dire che una delle cause è l’assoluta mancanza di interventi per migliorare il decoro urbano. Zero lavori in questi anni, basta guardare lo stato dei marciapiedi o quello dell’illuminazione pubblica, assolutamente carente; la soluzione è che l’amministrazione vi metta mano per evitare che altre attività commerciali chiudano e altri fondi possano rimanere mestamente vuoti»
Claudia Bracci in conclusione aggiunge altri aspetti che, secondo lei, hanno portato allo “spopolamento” commerciale di via Bicocchi.
«L’attuale piano del traffico e la mancanza di parcheggi hanno reso ancora più desolante la situazione in essere. Occorre che nella via ci sia un maggior transito di persone, di potenziali clienti, che si fermino in tutte le attività commerciali anche attirati dalla strada che ospita le attività, cosa che purtroppo oggi non avviene».
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