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manciano verso il voto 

L’ex sindaco Rossano Galli si ricandida «Torno al servizio della mia comunità»

Francesca Ferri

Dopo 13 anni lontano dalla politica scende in campo con un nuovo progetto per raccogliere la sfida della ripresa post Covid

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Francesca Ferri

MANCIANO. Tredici anni fa si è tolto la fascia tricolore e, con un peso nel cuore, ma sicuro della scelta di non abdicare alle proprie idee, ha lasciato il palcoscenico politico. Oggi, nel momento più difficile per il Paese, ma al tempo stesso decisivo per il futuro con le opportunità irripetibili offerte dal Pnrr, è pronto a risalire su quel palcoscenico per traghettare la propria comunità verso la ripresa.

L’ex sindaco di Manciano Rossano Galli si ricandida alla prima carica del Comune.

«Non avrei mai pensato di tornare, ma vorrei rimettermi al servizio della mia comunità», dice al Tirreno, che lo ha raggiunto al telefono. Se per il nuovo anno è costume fare nuovi progetti, be’, a Manciano la notizia è destinata a essere la prima, dirompente novità per il 2022.

Eppure Galli ci stava lavorando da tempo. Un lavoro sotto traccia, fatto di incontri, interlocuzioni, scambi di idee, progetti. Che hanno formato intorno a lui un movimento di persone e idee proiettato al prossimo appuntamento elettorale, a primavera.

Classe 1960, sposato con la signora Dina, un figlio e due nipotini, Rossano Galli è assicuratore, specializzato nel rampo nelle imprese. Sindaco dal 1999 al 2009 – l’ultimo ad aver fatto due mandati – con la lista civica di centrosinistra Spazio Aperto, è stato iscritto al Pci, ai Ds, quindi all’Ulivo, ma non ha mai appoggiato la nascita dPd.

Politico stimato e destinato a una carriera ben oltre i confini mancianesi, Galli si è sempre opposto al fantasmagorico progetto di autostrada collinare sostenuto da Berlusconi, propugnando, al contrario, la messa in sicurezza dell’Aurelia a sud di Grosseto, come era stato fatto nel tratto a nord. E così nel 2007 ha pagato a caro prezzo la sterzata del partito e delle istituzioni allora al governo (locali e regionali) a sostegno dell’autostrada, nel tracciato costiero. Da quell’anno non è iscritto ad alcun partito.

Quella stagione, dice Galli, è finita: «Non ho conti aperti con niente e con nessuno e sento la libertà che ho sempre avuto. Non ho senso di rivincita. Certo, se qualcuno voleva avere prova della mia autonomia, l’ha avuta». Il tempo, alla fine, gli ha dato ragione: dopo anni di stallo, oggi si tornano a progettare l’ammodernamento e la messa in sicurezza dell’Aurelia. «Mi spiace dirlo, ma sì: il tempo mi ha dato ragione. Se si fosse messa in sicurezza l’Aurelia, invece di pensare all’autostrada, avremmo risparmiato vite».

Cosa spinge oggi Rossano Galli a riaffacciarsi alla politica? «La pandemia pone a tutti una riflessione profonda su quello che ciascuno di noi può fare – spiega Galli – ma anche di sfida. Il presidente Mattarella ha richiamato tutti al senso di responsabilità. Chi può dare una mano, deve farlo. In me c’è sempre stato il senso della comunità. E un po’ d’esperienza ce l’ho. Non nascondo, poi, che richieste di occuparmi di nuovo di politica e amministrazione mi erano arrivate».

Galli ha cominciato a metterci la testa nella primavera del 2020. «Nel mio lavoro sono a contatto con le imprese – spiega – e so bene quali sono le loro difficoltà. Ho ricominciato a interessarmi ai problemi del territorio, a collaborare a livello verbale con questi ragazzi che interpretano l’opposizione e con molti cittadini». Galli sta lavorando a una lista civica «sostenuta da alcuni movimenti e dal Pd, ma soprattutto da cittadini competenti», dice.

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