Il Tirreno

Grosseto

anche la città è in lizza 

«Grosseto? Competere è sano Se passano loro, li appoggio»

F.F.
«Grosseto? Competere è sano Se passano loro, li appoggio»

30 dicembre 2021
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abbadia san salvatore. Dita incrociate, sull’Amiata, in vista del 18 gennaio. È in questa data, infatti, che verrà pubblicata la “short list”, la lista breve delle dieci finaliste ammesse al vaglio del ministero della Cultura.

Chi rientrerà in questo novero sarà chiamato, all’inizio di marzo, a presentare il proprio progetto al ministero. Ed entro la metà di marzo arriverà il verdetto.

In Toscana ci sono quattro candidature. Oltre all’Amiata, ci sono Viareggio, Vinci e la vicina Grosseto.

E proprio la presenza di due candidature a pochi chilometri di distanza, in parte nella stessa provincia, ha sollevato polemiche nei mesi scorsi. Alcuni, infatti, hanno visto la presentazione di due candidature come segno di debolezza del territorio che «non sa fare sistema».

«Si è parlato molto di queste due candidature e ho assistito anche a uscite non composte – dice il direttore Mirko Tattarini – Io all’epoca lo dissi: l’unione fa la forza ma il mucchio fa confusione. Fin dall’inizio non ho mai visto la presenza di due candidature come segno di debolezza, anzi. È la dimostrazione dell’effervescenza di un territorio. La competizione sana è un valore: quando il compagno di squadra è il primo avversario, si è stimolati a fare le cose per bene. Del resto non era possibile una confluenza dei progetti o una sovrapposizione». Tuttavia forse poteva esserci la possibilità di stringere alcuni nodi.

«Mi sarebbe piaciuto e ho proposto di elaborare degli elementi del programma congiunti – dice ancora Tattarini – ma non ho ricevuto risposta favorevole. Questa è la verità dei fatti. Comunque, qualora dovesse essere nominata Grosseto, anche noi avremo dei benefici, e viceversa. E se il 18 gennaio noi non siamo in lista e loro sì, io sono pronto a dare il nostro sostegno. Non c’è alcuna preoccupazione, anzi: magari una delle due vincesse».

«Non c’è querelle e non c’è scontro ideologico – dice Daniele Rossi, sindaco di Seggiano e presidente dell’Unione Amiata grossetana, che per prima ha avuto l’idea della candidatura e di condividerla con il versante senese – se non quello che il modello di una città mal si concilia con il nostro. Uno degli obiettivi è che l’Amiata si ripopoli e che la città non si “mangi” gli abitanti: solo in questo senso ci può essere qualche conflitto. Per il resto no. E anch’io credo ci sia la necessità di interagire, se una delle due proposte sarà scelta. La Toscana meridionale ha bisogno di trovare nuovi orizzonti. E si sta lavorando nel modo giusto». F.F.

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