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Grosseto

la questione lavoro  

Rsa di Villa Pizzetti verso la chiusura Si apre uno spiraglio per i 33 dipendenti

Giovanna Mezzana
Rsa di Villa Pizzetti verso la chiusura Si apre uno spiraglio per i 33 dipendenti

Nove cooperative sono disposte a sedersi a un tavolo per discutere delle opportunità di assorbimento del personale

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Giovanna Mezzana

grosseto. Non si può dire che la questione sia risolta – tutt’altro – ma almeno è stata indicata una strada da battere. Anche se sono tutte da scandagliare, si aprono delle prospettive di reinserimento per 33 dipendenti della cooperativa senese Mediterranea, che a suo tempo vinse la gara di appalto per la gestione della residenza sanitaria assistenziale Villa Pizzetti, destinata alla chiusura per essere ristrutturata e quindi trasformata in ospedale di comunità e Hospice. Obiettivo, incrementare a livello territoriale i posti letto per le cure intermedie.

al tavolo

Ieri si è svolto un primo incontro tra il Coeso-Società della salute – la Rsa Villa Pizzetti è di proprietà dell’Asl sudest – e i sindacati per parlare del futuro di questi lavoratori che si prendono quotidianamente cura dei 34 anziani ospiti della Rsa. Hanno il fiato sospeso: per loro la “dismissione” di quella casa per la Terza età equivale alla perdita del posto di lavoro; per altro la “serrata” non porta con sé né un cambio di appalto né un trasferimento di ramo d’azienda, situazioni per cui la legge prevede che scatti la salvaguardia della forza lavoro. A un tavolo si sono dunque seduti il direttore del Coeso-Società della salute Fabrizio Boldrini e i tre segretari di categoria Salvatore Gallotta di Fp Cgil, Simone Gobbi di Fisascat Cisl, Sergio Sacchetti di UilFpl. E vediamo dunque quali sono i punti che stanno a cuore agli interlocutori.

precisiamo. . .

Il direttore della Sds Boldrini libera il campo da un “equivoco”: «La chiusura non è imminente e i tempi – dice – saranno decisi dalle famiglie degli ospiti», che devono scegliere la struttura nella quale trasferire l’anziano; precisa inoltre «che la scelta è stata tutt’altro che repentina»: è del 2020 la delibera con cui l’Asl sudest mette nero su bianco l’esigenza di sottoporre l’immobile che ospita la Rsa a un risanamento; un guasto, poco prima di Natale, all’impianto di riscaldamento dell’acqua calda ha dimostrato che non si può più temporeggiare. I sindacalisti – dal canto loro – hanno un obiettivo per cui o si centra in pieno o non retrocederanno: «Tutti i 33 dipendenti devono essere ricollocati», dicono compatti.

la buona notizia

E veniamo alla chance annunciata da Boldrini: «Ho raccolto la disponibilità di nove cooperative che gestiscono residenze sanitarie assistenziali sul territorio – dice – a sedersi a un tavolo in cui si parli della ricollocazione dei dipendenti della Rsa Villa Pizzetti». Il direttore del Coeso aggiunge anche un altro dettaglio che apre a ulteriori ipotesi, mentre precisa «Sia chiaro, io faccio “da tramite”...»: con l’obiettivo del riassorbimento dei 33 dipendenti, «È aperta – dice – una discussione con tutte le strutture del territorio»; e il pensiero va al Ferrucci, a Villa Gloria, a Anni Azzurri e non solo.

i sindacati

Ed ecco la chiosa dei sindacalisti a fine incontro: «Abbiamo ottenuto – dicono Gallotta, Gobbi e Sacchetti – di non affrettare i trasferimenti, e di lavorare per creare le condizioni favorevoli a un ricollocamento al lavoro del personale della cooperativa Mediterranea, oggi impiegato nella Rsa di Villa Pizzetti. In questa fase la nostra priorità è quella di dare un futuro certo in termini professionali a tutti e 33 gli operatori che lavorano in quella struttura». «La Società della salute – aggiungono i sindacalisti – ha dato la propria disponibilità a fare da tramite con altre realtà che gestiscono strutture simili sul territorio per assorbire il personale, in tandem con il nostro impegno per lo stesso obiettivo. E la stessa cooperativa Mediterranea sembra disponibile a “rilevare” una parte dei lavoratori. Cgil Cisl e Uil – concludono – su questo non transigono: tutti devono poter continuare a lavorare, nessuno escluso». Non resta dunque che attendere i desiderata dei familiari degli ospiti – il direttore Boldrini è disponibile a incontrare le famiglie a partire dal 10 gennaio – e dunque le tappe successive del percorso che è stato avviato ieri.

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