Il futuro del Salmastro La “madrina”: «Il Comune è poco riconoscente»
follonica. Nella città del Golfo quando si parla di cultura non si può non menzionare il premio letterario Il Salmastro, concorso letterario al quale si partecipa con un racconto breve, ispirato all’argomento che, anno in anno, è proposto dagli organizzatori. Nato nel 2010 da un’idea di Lucia Stanzani, il premio – che è diventato immediatamente un progetto culturale – viene gestito e organizzato dall’associazione culturale Il circolo del Salmastro per conto dell’amministrazione comunale. Ma quale sarà il futuro del Salmastro?
Risponde con una non velata amarezza l’anima dell’iniziativa: «Purtroppo – dice Stanzani – in questi ultimi anni l’amministrazione comunale, poco riconoscente per lo sforzo fatto dal circolo, non ha mai menzionato il concorso letterario in occasione delle presentazioni di iniziative culturali, mai ha speso una parola di sostegno a un premio che, pur avendo un rilievo nazionale, con partecipazione di centinaia di scrittori, anche dall’estero, avrebbe potuto aspirare a un ruolo importante nel panorama culturale follonichese».
Le parole di Stanzani costringono a una riflessione sul futuro del premio letterario, che – stando alle parole di Stanzani – sembrerebbe rischiare di essere giunto al suo capolinea a meno che qualcosa cambi: ad esempio, per incominciare, il Comune potrebbe decidere di assegnare una sede definitiva al circolo; sarebbe un primo passo vero verso la rinascita del premio.
Il progetto iniziale era quello di stimolare la scrittura, far scrivere le persone comuni, far diventare la scrittura un bisogno, una modalità di sfogo, di denuncia, di comunicazione. Fu subito un grande successo, con una giuria di qualità, sempre presieduta da Sacha Naspini, con personaggi della cultura locale, giornalisti, scrittori.
La serata più importante è sempre stata la premiazione dei finalisti e si è sempre svolta all’inizio della stagione estiva alla presenza di un grande pubblico. L’obiettivo degli organizzatori è sempre stato anche quello di fungere da catalizzatori delle eccellenze follonichesi, che, in occasione della serata di premiazione, hanno offerto la loro collaborazione dando vita a serate coinvolgenti.
La prima edizione fu dedicata al mare: “Di mare e di vento”; poi le successive sono state dedicate alle stagioni in città, alle ispirazioni letterarie sul mangiar e sul bere, alla danza, ai viaggi e viaggiatori, alla musica; il fiore all’occhiello è stata poi l’edizione dedicata alle donne “Mi chiamo Eva e questa è la mia storia” con una partecipazione eccezionale e sentitissima; poi l’edizione numero IX, l’ultima, dal titolo “Caro amico ti scrivo…. ”. Quindi è arrivata la pandemia che ha cancellato la serata di premiazione dell’edizione numero IX.
Il Salmastro negli anni è stato anche altro tant’è che in occasione del 25 novembre 2020, Giornata internazionale contro la violenza contro le donne, il circolo ha donato al Comune d la ristrutturazione di una antica panchina follonichese a opera dell’artista Dario Vella, posizionata al centro di via Roma. Il circolo del Salmastro si è anche offerto di creare un circolo culturale a favore della cittadina restaurando a proprie spese un locale inutilizzato e fatiscente, ma purtroppo senza esito positivo.
Per chi ne volesse sapere di più, tutta la storia del Salmastro si può trovare sul sito www.ilsalmastro.org, sul canale youtube “il circolo del salmastro associazione culturale”.
Davide Novelli
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
