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Gli “Orti in Carcere” Le tappe del progetto per il reinserimento
MASSA MARITTIMA. Il tema dell’utilità terapeutica e riabilitativa degli orti in carcere, sulla base dell’esperienza maturata nella casa circondariale di Massa Marittima, è stato al centro del convegno che si è svolto nella sala dell’Abbondanza della città del Balestro alla presenza, fra gli altri, della vicepresidente della Regione, Stefania Saccardi.
Il progetto Orti in carcere è partito a febbraio grazie a un finanziamento di 30mila euro della Cassa ammende ottenuto dal Comune di Massa Marittima nell’ambito di un progetto della Regione per la formazione di detenuti; nella prima fase sono state messe a dimora 20 piante di olivo ed è iniziata la coltivazione di piante aromatiche in cassone, oltre alla potatura delle piante da frutto e degli olivi già presenti nei terreni del carcere e alla predisposizione di un impianto di irrigazione basato sul recupero dell’acqua piovana.
I possibili sviluppi del progetto, nella seconda fase, saranno la raccolta delle olive e la produzione interna di olio evo aromatizzato, anche se la finalità principale sarà quella di garantire ai detenuti una formazione professionalizzante, da spendere nel mercato del lavoro una volta scontata la pena. La logistica del progetto, dalla creazione delle superfici ortive alla formazione dei detenuti, è stata curata dalla Cooperativa Melograno. Orti in carcere ha ottenuto l’interessamento e l’attenzione di Amnesty International.
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