Addio a Mario Barracani, fu il “maestro” della banda per oltre trenta anni
Roccatederighi. Il paese ha salutato con grande affetto il maestro Mario Barracani, 93 anni, scomparso due giorni fa all’ospedale Misericordia di Grosseto. Era rimasto vedovo della moglie Anna qualche anno fa. Lascia la figlia Marta, che fino all’ultimo gli è stata vicino, il genero Alessandro, il nipote Federico.
Per oltre 30 anni era stato il direttore della locale filarmonica, il corpo bandistico ultracentenario che i rocchigiani alla metà degli anni Settanta dell’Ottocento intitolarono a “Giuseppe Verdi”. Barracani, però, preferiva che venisse usato il termine maestro, forse perché i rudimenti della musica, a gran parte dei componenti del sodalizio, li aveva insegnati proprio lui.
Il valore storico, culturale e formativo che la banda musicale riveste nel paese si associa proprio al volto e alle qualità di Mario Barracani, senza nulla togliere a Minos, Ando, Carlino, Varese, Enos, Goffredo, Venso, il Cavaliere, Scintilla, cioè quella generazione di personaggi che ha fatto la storia recente (si fa per dire) della Verdi.
Con Mario come maestro, nel tempo, la filarmonica ha allargato la base sociale alla maggior parte dei paesani, avviando già dagli anni Settanta un’evoluzione dell’organico strumentale e del repertorio.
Barracani è stato un elemento determinante per la diffusione della cultura musicale in provincia di Grosseto (dove era molto conosciuto) , per la costruzione di un’identità, per l’aggregazione di tanti ragazzi e adulti. Promotore di relazioni intergenerazionali, che dentro la banda di paese sono diventate una risorsa. Ma la cosa più bella è che tutto questo lo ha fatto senza rendersene conto. In modo naturale.
Rideva spesso, Mario. Aveva il sorriso stampato sul volto, che s’intravedeva anche quando era contrariato. Ha sempre avuto un’aura di positività e un carisma naturale. A caccia, nel dirigere il coro e i musicanti, nel suonare il suo clarino, perfino nelle partite a carte, al bar. Il paese gli voleva bene. E non è retorica.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
