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Grosseto

Si arrampica sull’abete a 20 metri d’altezza Roberto il tree climber veste di luci l’albero

FRANCESCA FERRI
Si arrampica sull’abete a 20 metri d’altezza Roberto il tree climber veste di luci l’albero

Castel del Piano, addobbi della Nuova Pro loco in piazza Garibaldi: l’accensione l’8 dicembre 

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strenne al top

FRANCESCA FERRI

Panico da addobbi natalizi? Drammi sulla scelta delle palline? Crisi sul puntale? Se fare l’albero vi spaventa, consolatevi pensando a Castel del Piano. Dove l’albero di Natale è alto 20 metri e per vestirlo di luci ci vuole niente meno che un tree climber – uno “scalatore di alberi” – e il lavoro di quattro o cinque persone a terra.

Un lavoro fantastico che la Nuova Pro loco rinnova con entusiasmo per calare il paese in un’atmosfera da favola.

Protagonista è il grande abete che, sornione, da mezzo secolo ombreggia piazza Garibaldi, dove si corre (si correva, prima del Covid) il Palio. Di tradizione in tradizione, a dicembre, come ogni salotto di casa, la piazza si illumina di Natale e il gigantesco albero indossa gioielli scintillanti.

«La piazza è in pendenza – spiega la presidente della Nuova Pro loco, Federica Terzuoli – e non consente di usare la gru». Per questo dà sempre una mano Roberto Ulivieri, castanicoltore ed esperto di potature ad hoc, realizzate arrampicandosi sugli alberi con l’aiuto di imbracature e funi.

Abituato alle altezze vertiginose, sabato intorno alle 14 si è arrampicato fin sulla punta e, dando indicazioni a Terzuoli e ad altri volontari ai piedi dell’albero, in due ore ha assicurato con dei moschettoni i fili di luci da 20 metri l’uno che verranno accese dal Comune.

«In realtà non è neanche un abete troppo alto è una pianta normale per la sua specie», dice l’esperto. Di buono, c’è che è una pianta viva. Castel del Piano, insomma, non deve sacrificare un abete per avere l’albero di Natale. «Questo – dice Ulivieri – grazie alla lungimiranza di chi l’ha piantato 40-50 anni fa, e alla fortuna che, nonostante le intemperie, l’albero sia ancora qui».

Le luci di Natale, spiega Ulivieri, non danneggiano l’abete. Anzi. L’arrampicata è sempre occasione per dare una controllatina e togliere qualche ramo secco. «In anni passati mi è capitato di togliere vecchie luci rimaste tra i rami perché messe con tecniche che non consentivano di rimuoverle». Ulivieri, inoltre, controlla la punta dell’abete. «Circa 15 anni fa fu capitozzato e quando gli rimuovi la punta un albero ne risente. C’è infatti un tunnel di punte di alcuni metri».

Le luci si accenderanno, come da tradizione, l’8 dicembre. Intanto la Nuova Pro loco sta mettendo a punto un ricco programma di eventi.

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