Il presidio
Finti poveri rubano 10mila euro di buoni spesa
Hanno falsificato le autodichiarazioni da inoltrare alle amministrazioni fingendosi disoccupati: multe in tutta la provincia
GROSSETO. Nelle autodichiarazioni richieste dalle amministrazioni comunali dicevano di essere senza lavoro. In realtà lavoravano. Ma si prendevano anche i buoni pasto destinati alle famiglie in difficoltà. La guardia di finanza di Grosseto, comandata dal colonnello Cesare Antuofermo, ha ricevuto alcune segnalazioni e ha iniziato a indagare. Scoprendo presto un gruppo di “finti poveri” che hanno messo le mani su circa 10mila euro complessivi di contributi. Senza averne alcun diritto.
LA FALSIFICAZIONE
Con l’acutizzarsi della pandemia, specie nei mesi scorsi, molte amministrazioni comunali – anche in provincia – hanno destinato dei fondi all’erogazione di buoni spesa per persone e famiglie in difficoltà. Uomini e donne che, a causa delle chiusure dettate dal virus, hanno perso il lavoro. O comunque si sono viste crollare la fonte di reddito. Per ottenere i buoni spesa nella maggior parte dei casi era necessario compilare un’autocertificazione da inoltrare all’amministrazione comunale di riferimento. Ed è qui che circa venti persone, in diversi comuni della Maremma, anche nel capoluogo, si sono “sbizzarrite” con le bugie. Tutto per ottenere il supporto – dal valore anche di 2-300 euro – e andare a fare la spesa coi soldi della collettività.
LE SANZIONI
La guardia di finanza ha scoperto il “sistema” di raggiro per accaparrarsi i bonus comunali e ha sanzionato i “furbetti”. Per loro c’è una multa pari al triplo di quello che hanno sottratto alle casse delle amministrazioni, unita all’obbligo di restituire la cifra presa indebitamente. Perché la maggior parte delle persone scoperte dalle fiamme gialle in reatà un lavoro ce l’ha. E quindi anche uno stipendio. «La cosa che mi preme sottolineare – spiega il comandante Antuofermo – è che queste persone hanno sottratto fondi mirati ad aiutare chi davvero ha bisogno».
INGORDIGIA
Ma c’è anche chi ha proprio esagerato. È il caso di una donna grossetana, che non solo si è presa i buoni pasto nonostante – reddito alla mano – non ne avesse bisogno, ma è pure risultata in possesso – anche in questo caso senza alcun requisito – del reddito di cittadinanza. La guardia di finanza le ha tolto entrambi i benefit. Tradita dall’ingordigia.
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