Il presidio
Black friday, le associazioni frenano: "A rischio il giro d’affari natalizio"
Confesercenti e Confcommercio analizzano il “fenomeno” tutto nuovo e si dicono preoccupate
GROSSETO. Se è vero che non è tutto oro quel che luccica, anche il Black Friday, tanto atteso dai consumatori, porta con sé delle problematiche che ai più potrebbero non essere evidenti.
Le associazioni di categoria, infatti, si dicono un po’ preoccupate. «Ormai da circa cinque anni anche Grosseto ha iniziato a realizzare questa proposta commerciale – spiega Gabriella Orlando, direttore di Confcommercio Grosseto – anche se un po’ in ritardo rispetto ad altre città italiane. Ormai è quasi impossibile evitare di aderire a queste iniziative, che hanno in qualche modo un “effetto trascinamento”». Per i negozi fisici, quelli del territorio, è diventato sempre più difficile riuscire a competere con il commercio elettronico, e questa problematica è ben evidente durante il periodo del Black Friday, come conferma anche Gloria Faragli, direttore dell’associazione Confesercenti Grosseto.
«I consumi devono ancora tornare ai livelli del 2019. L’aspetto positivo è che quest’anno i negozi sono aperti, mentre lo scorso anno la situazione era sicuramente più complicata, a causa delle chiusure dettate dalla pandemia. Il Black Friday può sicuramente dare una mano, ma il commercio elettronico continua a fare la parte del leone».
Per entrambe le associazioni uno dei problemi principali del Black Friday è la vicinanza col Natale. «Si produce sicuramente un incremento delle vendite, ma vendere con lo sconto in prossimità del Natale è un problema. Abbiamo un picco di acquisti e consumi a fine novembre che però va a bruciare in buona parte quelli di dicembre», afferma Orlando, che spiega come questo tipo di promozioni “droghi” il mercato, anche se sono estremamente accattivanti per i consumatori. L’appello delle associazioni è quello di cercare di acquistare dai negozi di prossimità, pur approfittando degli sconti. Nonostante le preoccupazioni di chi deve tutelare i commercianti, si cerca comunque di guardare anche al lato positivo della medaglia. La Federazione Moda Italia di Confcommercio stima, infatti, a livello nazionale un incremento medio delle vendite pari al 50 per cento rispetto al 2020, con un volume d’affari intorno ai 500 milioni di euro per i soli prodotti di moda.
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