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Ora gli infermieri temono l’emergenza «A Grosseto il virus fa di nuovo paura»

Ora gli infermieri temono l’emergenza «A Grosseto il virus fa di nuovo paura»

I dati sull’incidenza dei contagi sono i peggiori in regione «Non ci sono finanziamenti, così rischiamo il collasso»

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GROSSETO. Il Covid in Maremma ora fa paura. L’allarme viene lanciato dagli operatori sanitari. «Siamo molto preoccupati per l’andamento epidemiologico degli ultimi giorni, soprattutto per i dati che si registrano in città».

A parlare è Nicola Draoli, presidente dell’ordine delle professioni infermieristiche, che lancia un appello alla cittadinanza. «I dati ci parlano di un’incidenza dei contagi nella nostra provincia allarmante: con 147 casi ogni 100mila abitanti siamo la provincia Toscana con la situazione peggiore in assoluto. Una responsabilità che dobbiamo sentirci addosso tutti, non solo gli operatori sanitari: perché solo agendo come comunità possiamo invertire questa tendenza».

A preoccupare l’Opi, infatti, è la grande quantità di contagi e le scarse prenotazioni rispetto alle altre tre provincie della Toscana Sud est della dose “booster”, in un contesto di nuovo affaticamento di tutti i servizi sanitari. «Quello che dobbiamo avere bene a mente – prosegue Draoli – è che tutti siamo corresponsabili. Noi infermieri, forse più di altri, siamo stanchissimi e comprendiamo che tutti siano stanchi di mantenere le distanze, indossare le mascherine, evitare assembramenti. I nostri atteggiamenti, però, rischiano di far precipitare di nuovo la situazione».

Draoli ricorda come non sia soltanto l’aumento dei contagi a incidere sul lavoro del personale sanitario. «Se paragonati a un anno fa, i ricoveri e i decessi sono meno in senso assoluto, grazie alla vaccinazione, ma la situazione è profondamente diversa. Gli infermieri, e il personale sanitario più in generale, sono impegnati in una serie di servizi che non sono solo di nuovo a livello pre-Covid, ma vanno ad aumentare e ampliarsi. A livello territoriale e ospedaliero. Oltre ai ricoveri, in terapia intensiva e non, aumentano a dismisura il tracciamento dei contatti e il percorso legati ai tamponi, che con le nuove regole per le scuole è di fatto triplicato, ma anche l’impegno delle Usca, che danno assistenza sul territorio ai malati di Covid. A ciò – va avanti Draoli – si aggiunge la prospettiva di un impegno pressante negli hub vaccinali. Tutto questo in un momento in cui la Regione sta stringendo le maglie sia per quanto riguarda le nuove assunzioni che, ad esempio, per le produttività aggiuntive, di fatto azzerate e che l’anno scorso hanno invece garantito sia l’apertura dei reparti Covid che le attività vaccinali di massa».

Draoli conclude: «È importante che l’azienda sanitaria faccia la propria parte, ma ancora più importante è collaborare tutti perché i contagi tornino a un livello accettabile e gestibile. Invitiamo i nostri concittadini a seguire i comportamenti corretti, ad aderire al percorso vaccinale, a ricorrere al richiamo per le categorie che possono farlo. In questo momento la dose “booster” è assolutamente indispensabile. Dobbiamo essere consapevoli che il servizio sanitario nazionale e quello toscano in particolare, senza finanziamenti specifici, non riusciranno a dare eventuali risposte d’emergenza. Una situazione che può essere evitata se tutti stiamo attenti e se seguiamo le indicazioni delle autorità sanitarie».



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