Follonica: un ostello, una palestra e un'area per gli artisti dentro all'ex Ilva
Ecco le ipotesi per riqualificare le aree e gli edifici oggi più degradati. «Queste idee sono concrete nella misura in cui delle funzioni di massima le abbiamo già individuate - spiega Barbara Catalani, assessora al sistema ex Ilva - non partiamo da zero, è chiaro che tutto il processo dovrà passare attraverso la fase con le varie realtà coinvolte per l’attivazione della comunità»
FOLLONICA. Il documento preliminare all’avvio della progettazione della riqualificazione dell’ex Ilva disegna il futuro di quelle zone ancora da recuperare allargando però l’orizzonte a una rigenerazione globale dell’intera area. Si tratta di edificati e spazi aperti per i quali si punta al recupero di un intero sistema integrato e sinergico. Per l’officina cilindri - dove si pensa di trasferire la scuola di musica e creare un hub con il vicino teatro legato alla filiera musicale - , la piazza del teatro, spazio di aggregazione e relazione, e il varco nel muro magonale, per connettere il vicino parco centrale e il futuro campus scolastico all’area ex Ilva, il cammino è più avanzato visto che esiste già l’opzione per affidare nei prossimi mesi anche la progettazione definitiva ed esecutiva del recupero. Ma il Comune ha già individuato come trasformare il resto degli immobili e cosa creare al posto degli attuali ruderi: un percorso che dovrà procedere assieme alla comunità locale e ai futuri gestori.
Gli edifici definiti "da accendere", ovvero quelli per i quali la riqualificazione deve ancora partire, punteranno - secondo le prime indicazioni del documento preliminare - su quattro vocazioni: la cultura, l’accoglienza con residenze turistiche e alloggi per gli artisti, l’abitare con residenze sociali e annesse piccole attività artigianali e di servizio per chiudere con lo sport visto come spazio di aggregazione e socialità.
«Queste idee sono concrete nella misura in cui delle funzioni di massima le abbiamo già individuate - spiega Barbara Catalani, assessora al sistema ex Ilva - non partiamo da zero, è chiaro che tutto il processo dovrà passare attraverso la fase con le varie realtà coinvolte per l’attivazione della comunità: lavorando su quelle funzioni e immaginando il futuro insieme alla città arriveremo a definire in maniera più puntuale anche un ipotetico sviluppo di gestione».
Nelle intenzioni degli amministratori uno degli edifici più iconici dell’ex Ilva, la torre dell’orologio, si andrà a collocare nel sistema organizzato dell’accoglienza composto da ostelli e alloggi turistici dedicati ad artisti che a diverso titolo si troveranno a operare nell’Ilva, offrendo soluzioni temporanee per giovani che possano sfuggire alle logiche del mercato degli alloggi estivi e favorendo la frequentazione del luogo tutto l’anno da parte di artisti e studenti, dando spazio così a un valore aggiunto in termini di sollecitazioni culturali. Anche la casa con torretta rientra tra gli edifici destinati all’accoglienza e sarà direttamente connessa con l’ostello della torre dell’orologio, ospitando gli uffici e la direzione di tutto il sistema che verrà completato dagli alloggi dell’ex ferriera, quelli cioè attorno alla ciminiera, pensati come strutture di accoglienza diffusa.
La residenza sociale troverà invece spazio nelle varie abitazioni che all’epoca dell’apertura della fonderia erano utilizzate come edifici di servizio, fra il teatro e la biblioteca, o la casa del ruotone e che in inverno andrebbero a coprire situazioni emergenziali mentre nei mesi estivi sarebbero utilizzate anch’esse come residenze per gli artisti, recuperando per tutto l’anno immobili oggi fatiscenti. Affascinante anche la previsione per l’edificio della palestra annessa alla scuola media Bugiani per la quale si pensa, essendo comunque un edificio vincolato seppur senza valore storico, a una riqualificazione mantenendo comunque la funzione sportiva potendo così rappresentare uno sfogo per le associazioni che richiedono continuamente spazi per allenamenti, al centro di quella che diventerà una vera e propria piazza dello sport. «Nulla è ancora definito - conclude Catalani - ci sono ancora margini di intervento e auspichiamo una larga partecipazione da parte dei cittadini nella visione del progetto, per questo stiamo affinando i lavori di individuazione dei soggetti giusti per gestire questa fase di partecipazione cittadina».
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