Il presidio
Ancora appelli per i mufloni ma oggi iniziano gli abbattimenti
isola del giglio. È scaduto il tempo per salvare i mufloni isolani, condannati a morte da un progetto di status europeo, Life LetsGo Giglio, perché ritenuti una minaccia per la biodiversità del Giglio. Da oggi il personale di Agrofauna, il soggetto incaricato dell’abbattimento dal Parco nazionale dell’Arcipelago Toscano, dovrebbe cominciare a imbracciare i fucili per uccidere le grandi pecore dalle corna da ariete: sarebbero una cinquantina quelle rimaste, dal 2009 al 2020 ne sono stati del resto eliminate un centinaio. Al Giglio e non solo al Giglio c’è chi spera che il meteo – era prevista pioggia – possa ritardare il fuoco.
Intanto non si fermano gli appelli alle istituzioni per «fermare la mattanza». La prima ad alzare il velo sul progetto di abbattimento mirato – nonostante nel 2021 si fosse deciso di procedere alle catture finalizzate, per lo più, al trasferimento in luoghi-rifugio – e a inviare appelli al ministro per la transizione ecologica Roberto Cingolani è stata la Lav. Poi è intervenuta Vitadacani, rivelando che l’associazione si era anche offerta di trasferire i mufloni dall’isola, a proprie spese, distribuendoli nei rifugi che gestisce in Italia con la Rete dei santuari di animali liberi: l’ipotesi però sarebbe improvvisamente finita alle erbacce, «dopo mesi di collaborativa interlocuzione», sostiene l’associazione, con il presidente del Parco Giampiero Sammuri. Nel frattempo Michela Vittoria Brambilla, presidente dell’Intergruppo parlamentare per i diritti degli Animali e della Lega italiana per la Difesa degli Animali e dell’Ambiente, ha chiesto al governo-tutto di disarmare immediatamente le doppiette. Ieri è stato addirittura un Ordine professionale a intervenire: «Il governo e il ministero della transizione ecologica intervengano per impedire l’assurda strage dei mufloni del Giglio, stentiamo a comprendere la ratio di una soluzione così cruenta» ha lanciato l’appello il senatore Vincenzo D’Anna, presidente dell’Ordine nazionale dei Biologi, ricordando che persino «gli agricoltori gigliesi smentiscono che i mufloni rappresentino un rischio per le colture.
G. M.
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