Il presidio
Arrestato dopo lo spaccio sulla spiaggia I finanzieri si erano finti pescatori
Contestata la cessione di una dose di hashish, nella fuga l’uomo si sarebbe sbarazzato anche di altri involucri con droga
Pierluigi Sposato
follonica. Lui dice di non spacciato nulla e che, in sostanza, deve esserci stato uno scambio di persona. I militari della guardia di finanza hanno scritto di averlo seguito in tutti i movimenti sulla spiaggia, di aver visto che si stava anche liberando di un altro involucro, poi recuperato. E a casa gli sono stati trovati quasi 1.600 euro (in tasca ne aveva cento) in banconote di piccolo taglio, nascoste in un vaso e in una scatola di cartone. Tagli sospetti. E del resto, ha concluso la Procura, lui non lavora.
Arrestato nella serata di mercoledì e messo ai domiciliari, il giovane uomo di nazionalità tunisina, 29 anni, è stato adesso liberato dal giudice per le indagini preliminari, che gli ha imposto l’obbligo di firma, il divieto di allontanarsi dal territorio di dimora abituale e quello di uscire nelle ore notturne. L’episodio è avvenuto nella spiaggia di levante, poco dopo le 16. I finanzieri spiegano di essersi camuffati da pescatori, sulla spiaggia di Senzuno (una zona che spesso è teatro di episodi spaccio), e di aver visto uno straniero atteso da un uomo calvo: i due avrebbero fatto qualche passo sulla spiaggia, poi lo straniero sarebbe stato avvicinato da un ragazzo biondo (poi identificato) che prima si sarebbe allontanato e poi sarebbe tornato scambiando qualcosa e consegnando una banconota. Il cliente era stato fermato e ai militari aveva consegnato un involucro con dell’hashish, più o meno quattro grammi, spiegando di averlo acquistato poco prima dallo straniero. Questi, raggiunto dalle fiamme gialle che si sono avvalsi dei pastori antidroga Dankan e Banda, avrebbe cercato di liberarsi di un involucro, cercando di fuggire. Nel sacchettino c’erano tre involucri di cocaina e due di hashish. Addosso aveva cento euro in sei banconote e due cellulari. La guardia di finanza della Tenenza ha raggiunto l’abitazione del tunisino e l’ha perquisita:droga non ce n’era, ma c’erano tante banconote di piccolo taglio, alcune in un vaso in ceramica nella dispensa, alcune in una scatola di cartone in un mobile del soggiorno.
L’uomo ha negato di aver mai spacciato sostanze stupefacenti e tantomeno mercoledì in spiaggia: «Stavo soltanto camminando ed ero da solo. Il cliente? Non lo conosco» ha detto più o meno al giudice. E il denaro? Il denaro serviva in parte a pagare l’affitto, in parte al viaggio di ritorno in patria del fratello, che in questi giorni era andato a vivere da lui.
Versione non credibile, secondo il giudice: il fratello vive altrove ed è maggiormente degna di fiducia l’ipotesi che si sia trattato di banconote ricavate da attività di spaccio. Secondo la ricostruzione delle fiamme gialle, ci sarebbe stato qualcun altro, che potrebbe aver aiutato l’arrestato a liberarsi della droga. I precedenti controlli giocano poi a suo sfavore. E infine la spiaggia di Senzuno sarebbe ricca di nascondigli ideali per gli spacciatori. Anche se la Procura rileva la gravità del caso, il gip è del parere che si tratta della cessione di piccole quantità da parte di una persona che non ha procedimenti penali. Pur essendo grave il quadro indiziario e pur se l’arrestato non ha un lavoro fisso, il giudice ha ritenuto che le esigenze cautelari possano essere soddisfatte dall’obbligo di firma. L’indagato sarebbe giunto in Italia circa sei mesi fa, invitato da un connazionale che lavora nella ristorazione e che lo aveva chiamato proprio perché gli aveva trovato un lavoro.
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