Io, con il Parkinson, lasciato solo Impossibile contattare le Entrate
Ci scrive un follonichese: «L’Agenzia non risponde al telefono»
la lettera
Buongiorno, dall’anno 2000 soffro di malattia di Parkinson.
In questi ultimi anni la malattia ha avuto un decorso molto avanzato, tanto che con i medici dell’ospedale Santa Chiara di Pisa, che mi seguono da anni, abbiamo deciso di sottopormi a un intervento di Dbs (Deep brain stimulation, stimolazione cerebrale profonda).
Ormai, infatti, la mia vita quotidiana incomincia ad essere non facile da gestire, anche nelle cose che sarebbero più banali.
Figurarsi poi quello che è la vita nell’avere contatti con gli uffici pubblici.
E ora vengo al dunque, scusandomi della mia premessa.
Adesso che mi sento al cento per cento un disabile, riesco a capire come è difficile avere contatti con gli uffici pubblici.
Sono esattamente due giorni che cerco di mettermi in contatto con l’Agenzia delle entrate. Ho provato a telefonare e, passate le dovute informazioni di attesa, con i vari tasti da selezionare, ti tengono per minuti ad aspettare che qualcuno ti risponda, fino a che non ti stufi, ma poi ci riprovi, ci riprovi e ci riprovi.
E me la chiamano “l’era del digitale”, del semplificato, di accelerare i tempi?
Ti tengono ore in attesa con vocine e musiche (che poi sono sempre le stesse).
Ho provato a rivolgermi anche all’ufficio dell’Agenzie delle entrate di Follonica, ma li proprio non rispondono perché il numero è inesistente.
Allora l’unico sistema che mi è rimasto è stato quello di prendere un appuntamento. Ma dovrò trovare qualcuno che mi ci accompagni all’Agenzia delle entrate.
Ma è proprio questa l’Italia moderna?
Tutto questo, poi, per sapere il perché non ho avuto un rimborso a luglio, mentre il 30 novembre senz’altro dovrò pagare l’anticipo del 2022.
Lettera firmata
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