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il lutto 

Addio a Mario Soldateschi Era il “cocciaio” delle Mura

Pierluigi Sposato
Addio a Mario Soldateschi Era il “cocciaio” delle Mura

Aveva 82 anni, aveva aperto il suo laboratorio di ceramista sotto al bastione ed era stato maestro di tantissimi giovani nelle scuole di formazione

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Pierluigi Sposato

grosseto. È morto come lui aveva sempre detto che avrebbe desiderato: nel sonno. Lo ha trovato senza vita ieri mattina il figlio, nel suo letto. Mario Soldateschi aveva 82 anni e anche se da tanto tempo il suo laboratorio sotto le Mura medicee non c’è più era ancora conosciuto in città come “il cocciaio”.

La ceramica era la sua passione ed è difficile stimare quanti oggetti siano stati prodotti dalle sue mani. Oggetti di grande qualità, un’abilità straordinaria che gli era valsa anche una collaborazione con Niki de Saint Phalle per la realizzazione di alcune delle sculture nel Giardino dei Tarocchi.

Era nato all’Aquila l’11 febbraio 1939 ma sin da piccolo si era trasferito con la sua famiglia a Grosseto. E da adolescente aveva coltivato la passione che sarebbe poi diventata il suo mestiere. Aveva cominciato da apprendista nei primi anni Sessanta in un capannone della zona della Saracina, nell’attuale via Vivaldi: una fornace dismessa, un piccolo ambiente, dal quale erano usciti fuori i suoi primi lavori, oggetti di vario genere, lavorata a mano o al tornio. Quell’ambiente era stato distrutto dall’alluvione del 1966, travolto dalle acque che corsero impetuose proprio a iniziare da quella zona della città. Ma la passione era tale per cui Soldateschi si mise subito alla ricerca di un altro locale: chiese e ottenne di poter lavorare in uno spazio sotto le Mura medicee, all’altezza del bastione Maiano, nella piazza del Mercato. E qui aveva realizzato e venduto i suoi lavori migliori. Tantissimi grossetani avranno certamente avuto tra le mani una bomboniera creata dal suo genio e dalle sue mani. Per tanti anni Soldateschi è stato sinonimo i ceramiche di qualità.

E del resto le sue qualità non tardarono ad essere apprezzate, visto che la sua attività proseguì negli anni organizzando corsi di formazione per i giovani ceramisti nelle scuole professionali provinciali di Massa Marittima, di Arcidosso San Lorenzo e altre ancora. E in quello spazio sotto le mura, del resto, tantissimi allievi delle scuole di Grosseto era venuti ad appendere le prime nozioni per la produzione della ceramica.

Sposato con la signora Elsa Ducci, morta alcuni anni fa, lascia il figlio Mario, carabiniere. Lo ricorda la nuora Elena, insieme a tutta la famiglia, con un messaggio carico di affetto: «Ciao “cocciaio” artigiano vero, sempre sorridente; artista della ceramica ma anche appassionato per la pesca. Ti vogliamo ricordare così: con le mani sporche di creta e con la canna da pesca in mano».

I funerali saranno celebrati questo pomeriggio, a partire dalle 15.30, al cimitero di Sterpeto .

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