Piantagione di canapa, patteggia 16 mesi
roccalbegna. Ha già chiuso le sue pendenze con la giustizia, ancora in fase di indagini preliminari, uno dei due uomini arrestati la scorsa estate dai carabinieri perché ritenuti responsabili della coltivazione abusiva di una piantagione di canapa indiana, circa 170 piante in un terreno in località Niccioleto di Cana.
Emilio Santucci, 55 anni, grossetano, assistito dall’avvocato Paolo Valiani, ha concordato con la Procura una pena di un anno, quattro mesi e 5.800 euro di multa, pena sospesa e non menzione. Il giudice Adolfo Di Zenzo ha anche disposto la cessazione della misura cautelare dell’obbligo di dimora (era stato disposto a luglio), misura rispettata, nota il magistrato, che ha valutato anche questo aspetto nell’applicazione della pena.
All’epoca, era luglio, Santucci era stato messo inizialmente agli arresti domiciliari insieme al coimputato. I carabinieri della stazione di Roccalbegna, intervenuti insieme ai colleghi del nucleo operativo di Pitigliano, li avevano sorpresi dopo un lungo e accurato servizio di controllo, trovando una piantagione perfettamente curata, piante di marijuana in pieno sviluppo, alte fino ai due metri. Secondo le conclusioni dell’Arma, i due si sarebbero presi cura costantemente della piantagione, seguendo la crescita di quelle piante che avrebbero fruttato un rilevante quantitativo di stupefacente. Gli accertamenti condotti dai carabinieri avevano stabilito che i due non si recavano sul posto tutti i giorni: per agevolare la crescita, avevano infatti installato un impianto di irrigazione automatica. Per evitare inoltre che qualcuno potesse sorprenderli “al lavoro”, o scongiurare accessi indesiderati nel prezioso campo, i due avevano perimetrato la piantagione con delle “fototrappole”, con cui potevano sorvegliare il fondo sorprendendo eventuali visite indesiderate. Tutte queste accortezze però non erano servite, in quanto i due erano stati sorpresi in flagranza: quando i militari erano entrati nella piantagione, uno dei due si era anche dato alla fuga nei boschi, facendo perdere inizialmente le proprie tracce. L’uomo era poi stato trovato in una località del comune di Scansano. P.S.
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