Italia
La “barca dei mille colori” avrà un altro proprietario Addio al guzzo Sampdoria
Andrea Capitani
PORTO SANTO STEFANO. Addio al guzzo Sampdoria, il Palio non avrà più la sua “mascotte”.
Per i santostefanesi era una tradizione: ad ogni evento folkloristico, ogni processione, ogni manifestazione religiosa o sportiva lui c’era. Rinaldo Di Fraia agghindava la sua barchetta a festa, con bandierine e luci che si susseguivano da un albero all’altro. E i classici colori della società di calcio blucerchiata sullo scafo.
Era fotografata da tutti: non solo dai turisti, ma anche dai residenti, pronti ad ammirarla per le sue inconfondibili caratteristiche. I tempi però cambiano e, nei giorni scorsi, il guzzo Sampdoria è partito per non fare più ritorno. Il suo proprietario l’ha donato a un nuovo appassionato di Tuscania e adesso solcherà le acque di Marina di Montalto, dove certamente in tanti si appassioneranno ai suoi colori. Qualche tempo fa, invece, si era fatta strada l’ipotesi che l’imbarcazione potesse prendere la strada di Bogliasco, il centro sportivo della società genovese, ma così non è stato.
«Ho avuto per 15 mesi l’illusione che sarebbe finita a Genova, esattamente a Bogliasco, dove si allena la squadra – racconta Di Fraia – però si sono rivelate solo delle lusinghe. A Porto Santo Stefano nessuno ha fatto un passo avanti. Durante le assemblee dei futuri sindaci tante belle parole e futuri progetti in merito. Tutto fumo negli occhi. Ora l’ho data a un nuovo padrone di Tuscania, però farà base a Marina di Montalto di Castro. La manterrà così con i suoi colori, lontano dalle acque di Porto Santo Stefano. Sono contento lo stesso. Sabato scorso, quando ha preso la salita del Valle, ho avuto una crisi di pianto. Ma doveva andare così».
Si tratta di un guzzo storico in tutti i sensi. «Fu costruito dal Cantiere Fratelli Mileo nel 1964, qualcuno ricorda anche prima – prosegue Di Fraia – è lungo 4 metri e 80 per 1 metro e 75. Io lo comprai il 7 maggio 1999, dopo che aveva cambiato tre padroni, poi ci cambiai il motore. Essendo un appassionato della squadra di calcio della Sampdoria, lo colorai con i suoi tipici colori e il suo nome. Pian piano misi la barca con un solo albero, poi passai a due, e ancora con tre, munita di bompresso con la rispettiva delfiniera e la rete che circondava il suo perimetro. Iniziai a fare gli addobbi in base alla manifestazioni religiose e folkloristiche».
Un mare di eventi. È proprio il caso di dirlo. «Ogni qualvolta si avvicinava la manifestazione la preparavo – ricorda Di Fraia –. In 22 anni ne ho fatte 140. Partivo puntualmente con il presepe a bordo e via via tutte le altre. Addirittura il 10 maggio 2010 mi travestii da garibaldino e venni ringraziato dal pronipote di Garibaldi. Le varie processioni, i vari eventi sportivi, le sfilate rionali, Corpus Domini, la processione in notturna patrimoniale, l’Assunta, il paliotto, e poi il 15 agosto, che era la ciliegina sulla torta, con il Palio Marinaro. Ma anche la messa in piazza per la beatificazione di Madre Teresa di Calcutta. Al rione Pilarella poi dedicavo quattro uscite. E poi la Santa Messa al Moletto, la cena rionale, il Palio Marinaro e la processione del Corpus Domini ogni quattro anni, ricevendo tanti complimenti da paesani e non. È stata la barca più fotografata nel mondo e di tutto questo conservo le immagini in quattro album».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
