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«Qui lavorano delle famiglie C’è il rischio di non riaprire»
grosseto. In tutta la Maremma la preoccupazione è tanta.
follonica
«Il 2023 è in pratica domani – dice Alessandro Gandi, presidente dell’Associazione Balneari Follonica – abbiamo solo una stagione per poterci organizzare e preparare una controffensiva. Fortunatamente a Follonica ci siamo già preparati da anni con la creazione del Consorzio Stabilimenti Balneari, nato proprio per affrontare assieme le problematiche della Bolkestein e che poi è diventato un soggetto cardine di tutte le attività balneari. La paura maggiore è che questa sentenza, che in teoria vuol contrastare la speculazione, possa invece ottenere il risultato opposto, almeno nelle nostre zone. Ci sono, è vero, specialmente nel nord Italia situazioni più delicate, magari con subappalti che ingessano e bloccano l’economia del settore, ma in Toscana abbiamo vissuto una situazione diversa e siamo stati più virtuosi. Ci sono famiglie che hanno fatto investimenti importanti affiancando al puro aspetto economico anche una questione di vita. Speriamo di non andare incontro a un impoverimento delle forze impiegate dagli imprenditori seri che sono un pilastro della nostra economia».
«È una decisione pesante – dice il sindaco Andrea Benini – però sapevamo che l’ultima estensione necessitava di una sistemazione normativa definitiva che non è mai arrivata. La Regione aveva provato a dare un quadro più preciso e molti comuni si sono mossi di conseguenza. Adesso sarà fondamentale da parte del governo elaborare una legge per uscire da questa situazione paradossale. Anche noi come amministratori dovremo avere gli strumenti per fare la nostra parte: non basta la sentenza per normare un settore strategico».
Orbetello
«Non possiamo far altro che adeguarci a quel che il governo deciderà – dice Ivan Poccia, consigliere orbetellano delegato al Demanio – ed esprimere vicinanza ai nostri operatori che lavoreranno nella totale incertezza. Il pericolo che grandi gruppi di investimento depredino il territorio è reale con ricadute occupazionali devastanti. Spero che il governo punti su un adeguato canone e su opere pubbliche compensative. Le gare europee non danno garanzia al territorio».
castiglione
«Ancora dobbiamo metabolizzare la notizia – dice da Castiglione della Pescaia Luciano Cruciani, vicepresidente del Consorzio Il Cormorano e titolare del Delfino – Abbiamo convocato una riunione tra gli associati. Abbiamo in mano le concessioni fino al 2033 rilasciate dal Comune. È chiaro che dovremmo confrontarci con gli amministratori, capire come agire e a chi rivolgersi. Non escludiamo nulla. Ci sono situazioni al limite, alcuni imprenditori potrebbero rinunciare ad aprire la prossima estate. È un’emergenza che proprio non ci aspettavamo».
M.N. e En.G.
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