Telefonate sessuali a madre e figlia 11enne Lo stalker di 76 anni risarcirà 91mila euro
Per l’uomo è stato richiesto anche il pignoramento della casa: pronunciava frasi scabrose pure alla bambina
Tommaso Silvi
GROSSETO. È stato arrestato l’8 dicembre del 2011. Quando i carabinieri l’hanno preso stava tartassando la sua vittima. Al telefono. Molestandola.
Il processo penale è finito con un’accusa per stalking e il patteggiamento a 4 mesi. Poi il processo in sede civile. E ora 91mila euro da pagare alla donna alla quale, per mesi, ha trasformato le giornate in un incubo infinito. In questi giorni è arrivata anche la richiesta di pignoramento della casa. Per pagare il risarcimento deciso dal tribunale.
Il protagonista della storia è un 76enne di un paese della provincia. Che per svariati mesi – nel 2011 – ha telefonato insistentemente a una donna che abitava non distante da casa sua. Dicendole cose orribili. E masturbandosi durante le telefonate.
LE FRASI CHOC
«Lo mangi tutto». E ancora. «Ho sc. .. con tua cognata. Ora tocca a te». Squilla il telefono. È sempre lui. «Sono qui fuori amore. Aspettami. Ora vengo». All’epoca dei fatti la vittima aveva 42 anni. La prima denuncia ai carabinieri risale all’aprile del 2011. Inizialmente la donna non riusciva a capire chi fosse lo stalker. Poi la scoperta. Ascoltando e riascoltando quella voce che riempiva le sue giornate con decine di telefonate. Sempre anonime. Sempre a sfondo scabroso. Spesso e volentieri effettuate dalle cabine telefoniche. Lo stalker si nascondeva. Ma le indagini dei carabinieri sono partite subito dopo la prima denuncia della vittima. E per lui – presto – sono cominciati i guai.
LE INDAGINI
Come emerge dalle carte del processo, i carabinieri hanno chiesto alla donna di “dare spago” al suo stalker. Di farlo parlare al telefono. Un modo – da parte delle forze dell’ordine – per acquisire particolari. Per indagare a fondo nel profilo di quell’uomo che continuava a tenere sotto scacco la donna. Ogni giorno. Lei ha seguito il consiglio dei militari, ed è stata quindi costretta a sentirsi ripetere quelle frasi disgustose per mesi. Accusando una situazione di stress psicologico che è stata provata dalle perizie richieste dall’avvocato della vittima, Alessandro Antichi.
LA FIGLIA
Per registrare le telefonate la donna doveva metterle in vivavoce. E capitava che ad ascoltarle fosse anche la figlia. All’epoca dei fatti appena 11enne. Lo stalker chiamava anche al telefono di casa. E a volte rispondeva la bambina. Quando lui sentiva la voce candida della bimba non si fermava. Assumeva lo stesso atteggiamento che teneva con la madre.
IL MARITO
Di punto in bianco all’interno della famiglia si è inserito un tarlo malato. Quell’uomo che telefonava continuamente. Destabilizzando tutti. Anche il marito della vittima. Che ha cominciato ad avere comportamenti, come si legge nella perizia finita negli atti del processo, contraddistinti da «aspetti di irritabilità, frequente elevazione della quota ansiosa e rabbia repressa, quali sintomi di ipereccitabilità umorale che, ragionevolmente, risultano essersi prodotti in lui in conseguenza delle sofferenze a lungo sperimentate nel corso della vicenda che lo ha visto vittima, assieme alla moglie e alla figlia, di una vera e propria persecuzione a opera dello stalker».
LA CONDANNA
La somma che il 76enne deve pagare alla vittima e alla famiglia che ha tenuto in “ostaggio” per mesi è di 91.011, 18 euro. E proprio in questi giorni si terrà l’udienza per il pignoramento della casa dello stalker, per cui l’avvocato Antichi ha richiesto la vendita per provvedere al pagamento del risarcimento. Al pensionato è stato richiesto anche il pignoramento di un quinto della pensione, che andrà a comporre una parte dell’indennizzo riconosciuto dal tribunale di Grosseto nei confronti della vittima. Che da qualche anno ha ritrovato la serenità. Libera di non avere più paura di sentire squillare il telefono.
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