Il presidio
I vandali le mozzarono le mani Arriva una nuova Madonnina
Misericordia e Pro loco donano alla comunità la statua che trova spazio nel parco Quella precedente sarà collocata al Forte del Pozzarello. «Per dare un segnale»
Andrea Capitani
MONTE ARGENTARIO. Sostituita la statua della Madonnina che aveva subito atti vandalici nel giardino di Villa Varoli.
La nuova figura sacra è stata prima benedetta da don Sandro Lusini nella chiesa dell’Immacolata al Valle durante la messa di domenica mattina. Poi collocata nel parchetto che si trova di fronte alla Rsa di Porto Santo Stefano. Ed è stata donata dalla Confraternita di Misericordia del paese argentarino assieme alla Pro Loco, regalando alla comunità una nuova e integra statua in vetroresina raffigurante la Madonna di Lourdes, a cui tanti cittadini sono devoti. Il tutto dopo che i mesi scorsi la precedente era stata danneggiata da vandali che le avevano staccato le mani. La Madonnina precedente non sarà gettata via, ma riutilizzata: sarà sistemata prossimamente all’interno del Forte del Pozzarello, che l’associazione guidata dal governatore Roberto Cerulli sta curando per farlo tornare allo splendore di un tempo. Presenti alla cerimonia di benedizione e posa della statua, oltre al parroco don Sandro Lusini, al governatore e ai volontari della Confraternita, anche l’assessore Mirko Costaglione e la Pro Loco di Porto Santo Stefano.
«Quando abbiamo visto che alla Madonna erano state mozzate le mani – racconta il governatore della Misericordia Roberto Cerulli – abbiamo deciso di metterne una nuova. Abbiamo scelto la Madonna di Lourdes perché molti santostefanesi le sono molto legati per via dei tanti pellegrinaggi. È stata donata dalla Confraternita e dalla Pro Loco di Porto Santo Stefano, che ringraziamo. È un gesto per dare la possibilità a chi andava a dire il rosario in quel luogo di avere un’immagine decorosa e non quella deturpata dai vandali. Anche perché in quel parchetto c’è una bella serenità e pace ideale per pregare. Si è deciso che quella precedente non sarà buttata, la collocheremo al Forte del Pozzarello». Dopo averla comunque sistemata, ma non del tutto. «Aveva anche il naso rotto – aggiunge Cerulli – Un nostro volontario gliel’ha ricostruito e l’ha riverniciata, ma non abbiamo rifatto le mani per dare un segnale. È un richiamo che dobbiamo essere noi stessi le mani per accarezzare e fare gesti di carità, mentre la Madonna senza mani si affida a noi per le opere di bene».
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