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AMBIENTE E RIFIUTI

Scarlino, tutto pronto per l'impianto di essiccamento dei gessi rossi

Massimiliano Frascino
Lo stabilimento Venator
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Lo stabilimento Venator

Sarà realizzato dal ramo italiano della multinazionale tedesca Ferro Duo nell’area della Venator: nulla osta entro un mese

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SCARLINO. C’è un sostanziale via libera da parte della Regione alla realizzazione dell’impianto di essiccamento del gesso chimico residuo delle lavorazioni di Venator. A realizzare le cinque linee di lavorazione dei cosiddetti "gessi rossi" sarà il ramo italiano della multinazionale tedesca Ferro Duo, che opera nel settore dell’economia circolare, specializzata nel recupero e riciclaggio di rifiuti industriali. L’Autorizzazione integrata ambientale arriverà entro l’8 dicembre dopo che la conferenza dei servizi avrà valutato le integrazioni richieste, già consegnate.

Il nuovo impianto verrà interamente realizzato all’interno dell’area di proprietà di Venator, e consentirà alla multinazionale americana di recuperare fino a 250mila tonnellate di gessi chimici ricavati dalla neutralizzazione con calce e calcare dell’acido solforico, utilizzato per l’estrazione del biossido di titanio dai minerali di ilmenite. Si tratta di una soluzione che a regime sarà in grado di dimezzare i gessi chimici, considerati rifiuto speciale non pericoloso, da smaltire in siti di stoccaggio sempre più difficili da individuare, come dimostra la complicata vicenda della ex cava di Poggio Speranzona, nell’area di Montioni (Follonica), attualmente all’attenzione della magistratura, o quella della ex cava di Pietratonda, nel comune di Campagnatico, sulla quale è pendente un ricorso al Tar.

Dopo l’avvio a marzo del procedimento su istanza della Ferro Duo, alla fine di giugno il settore Via e Vas della Direzione energia e ambiente della Regione Toscana ha decretato che l’impianto di essiccamento «fosse da escludere, ai sensi e per gli effetti dell’articolo 19 del decreto legislativo 152/2006, dalla procedura di Valutazione di impatto ambientale (Via)». A quel punto è stata convocata per il 22 settembre la "conferenza dei servizi decisoria" che si concluderà entro l’8 dicembre con la concessione della autorizzazione integrata ambientale (Aia), titolo giuridico che darà la possibilità a Ferro Duo di realizzare l’impianto entro i successivi cinque anni. Una parte delle componenti dell’impianto, peraltro, è già stoccata a pie’ di fabbrica sui terreni di Venator in attesa di essere montate.

Come specificato nell’istruttoria, «obiettivo del progetto è l’utilizzo del prodotto finito nel mercato del cemento», dove il gesso chimico «in forma essiccata può essere utilizzato insieme al clinker per la produzione di cemento», tanto è vero che l’applicazione del gesso nei cementifici «è di circa un milione e 300mila tonnellate all’anno, il 5 per cento sul consumo totale per la produzione», oppure con il fine di destinare i gessi al mercato dei fertilizzanti, perché «in forma essiccata e granulosa possono essere utilizzati come riempitivo per la produzione di Npk (azoto, fosforo, potassio, principalmente prodotti per il mercato dei fertilizzanti)». In Italia si producono mediamente 700mila tonnellate di Npk all’anno. Il gesso secco prodotto in granuli verrà quindi «utilizzato nel campo dei fertilizzanti come riempitivo nella produzione».

L’impianto sarà composto di cinque linee alimentate a gas naturale, con una capacità di processare 50mila tonnellate all’anno ciascuna. «Il gesso chimico consegnato dalla Venator, sarà asciugato nei forni per 40-60 minuti a 60 gradi centigradi, per ridurne volume e peso. E sarà destinato a cementifici e impianti di produzione dei fertilizzanti. Ferro Duo, intanto, ha già iniziato a realizzare a Piombino l’impianto di granulazione del gesso essiccato, che poi via nave sarà spedito ai produttori di concimi».

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