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Il Tar boccia la nuova struttura alberghiera da 30mila metri cubi

Andrea Capitani
La sede del Tar a Firenze
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La sede del Tar a Firenze

Il regolamento approvato nel 2012 “taglia fuori” l’hotel, la società fa ricorso ma il giudice amministrativo dice no

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MONTE ARGENTARIO. Il Tar della Toscana boccia la costruzione di una struttura alberghiera. Il tribunale amministrativo regionale si è espresso con una sentenza sul ricorso presentato da una società del promontorio contro il Comune di Monte Argentario, riguardo la richiesta di annullamento di una delibera del consiglio comunale del 23 marzo 2012.

L’atto si riferiva all’approvazione del regolamento urbanistico comunale, nella parte in cui il documento – citiamo testualmente – «non fa salva e comunque non dà seguito alla prescrizione impartita dal consiglio comunale con la deliberazione del 29 novembre 2000 numero 102, per la quale la consistenza dell’insediamento alberghiero allora ammessa sui suoli della ricorrente doveva concorrere alla definizione delle dimensioni massime ammissibili nell’Utoe di appartenenza, in base al piano strutturale adottato e doveva essere pertanto considerata e recepita in sede di redazione del regolamento urbanistico».

Tradotto: nel precedente regolamento era presente la possibilità per la società di costruire 30mila metri cubi per realizzare una nuova struttura alberghiera nella parte alta del paese, cosa non più prevista nel successivo regolamento urbanistico poi approvato dal Comune nel 2012, che sostituiva il precedente. E, con esso, la possibilità di usufruire della cubatura.

Al contempo, la società non aveva fatto osservazioni nel periodo in cui era possibile presentarle, ovvero prima dell’approvazione definitiva del piano. Salvo poi fare ricorso successivamente al Tar impugnando la delibera del consiglio comunale del marzo 2012 in cui si approvava il nuovo regolamento urbanistico. La “ricorrente” ha inoltre chiesto l’annullamento dell’articolo 65 del regolamento urbanistico, nella parte in cui non è recepita la variante del piano regolatore approvata con deliberazione consiliare. Nel ricorso veniva anche precisato che la società era titolare del permesso a costruire rilasciatole dal Comune di Monte Argentario il 20 gennaio 2012 per la realizzazione di un complesso alberghiero che, a sua volta, avrebbe avuto come presupposto la variante all’allora vigente piano, approvata dal consiglio comunale con la delibera del 29 novembre 2000. Cosa però, secondo il giudizio del Tar, ritenuta infondata e da respingere.

La delibera del precedente regolamento urbanistico prevedeva anche la possibilità che l’area fosse edificabile per 30mila metri cubi di edilizia alberghiera aggiuntiva, per un incremento stimato di trecento posti letto e, ciò, sulla base del piano strutturale adottato. Con il nuovo regolamento l’amministrazione avrebbe impedito, sempre secondo la società ricorrente, di ottenere una proroga dello stesso permesso di costruire, in quanto la realizzazione del complesso sarebbe stata in contrasto con l’articolo 65 del regolamento entrato in vigore successivamente. Il Comune di Monte Argentario si è costituito formalmente. Il Tar, che ha comunque diviso le spese legali tra le parti, ha inoltre spiegato nella sentenza come il ricorso si basasse sul presupposto che la proroga (laddove fosse stata presentata) non avrebbe potuto essere concessa, perché l’articolo 65 del sopravvenuto regolamento urbanistico entrato in vigore nel 2012 non contempla più l’intervento relativo alla realizzazione del complesso alberghiero. Oltre al fatto che non solo la società non aveva provveduto a ultimare i lavori, ma nemmeno aveva mai presentato un’istanza di proroga del permesso di costruire, eventualmente dimostrando l’esistenza di circostanze sopravvenute alla base dei ritardi nella realizzazione del complesso.

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