Il Tirreno

Grosseto

magliano in toscana 

Crisi in maggioranza Lo scontro con Fdi si allarga anche alla Lega e ai civici

Francesca Ferri
Crisi in maggioranza Lo scontro con Fdi si allarga anche alla Lega e ai civici

“Magliano comune aperto” contro Pastorelli e colleghe «È stata la vicesindaca a voler diminuire i ristori Covid»

4 MINUTI DI LETTURA





Francesca Ferri

MAGLIANO IN TOSCANA. Volano stracci nella maggioranza di Magliano in Toscana. Dopo l’intervento durissimo del sindaco Diego Cinelli, esponente della Lega, oggi è l’intero gruppo Magliano comune aperto (Lega e civici) a puntare il dito contro la vicesindaca Mirella Pastorelli di Fratelli d’Italia. È stata lei, dice Mca, a «chiedere di tagliare i ristori Covid alle aziende» mentre l’intero gruppo di Fdi, composto anche dalle consigliere Doriana Melosini e Nadia Fedeli, viene accusato di «smentire se stesso».

Magliano comune aperto è composto dagli assessori della Lega Camilla Mancineschi e Massimiliano Guidi e dai consiglieri civici Nicola Guerra (capogruppo), Fabrizio Goracci e Amanda Vichi. Che, all’indomani del consiglio comunale saltato per l’assenza delle tre componenti di Fdi, serrano le fila intorno al sindaco e inviano un messaggio chiaro a Fdi: «Amministrare non è una gara a boicottare riunioni o a disertare i consigli cosa avvenuta già due volte, né a chi alza di più la voce, come sono solite fare le tre nostre colleghe. Noi siamo eletti dai cittadini e rispondiamo solamente a loro. Se ne siamo tutti convinti è giusto proseguire nella consiliatura con gli ottimi risultati che sono sotto agli occhi di tutti, altrimenti che lo si dica subito e lasciamo posto ad altri» .

Il primo segnale di maretta lo si era già visto quando Pastorelli, Melosini e Fedeli lasciarono Mca per formare un gruppo autonomo sotto le insegne di Fdi. La non partecipazione al consiglio comunale del 3 novembre, con conseguente congelamento di 41mila euro fondi Covid alle imprese e di 600mila euro di lavori pubblici, ha fatto saltare il coperchio.

«Da qualche tempo – dicono Guerra, Goracci, Vichi, Mancineschi e Guidi – notiamo un atteggiamento non collaborativo da parte del gruppo di Fratelli d’Italia. Come Magliano Comune Aperto abbiamo sempre sostenuto l’attività del sindaco, anche quando ha assecondato le richieste delle alleate con una nostra minor convinzione. Da oggi pretenderemo rispetto».

Dal canto Fratelli d’Italia definisce «gravi» le accuse del sindaco di aver fatto saltare l’approvazione dei ristori Covid. «Siamo ben consapevoli – dice il gruppo di Fdi – dell’importanza che rivestono i ristori per i cittadini e le imprese locali, per le quali ci batteremo affinché siano erogati non per 41mila euro come previsto, ma per molto di più, procrastinando ad esempio quelli ipotizzati dal sindaco per altri lavori nel palazzo comunale. Per questo, vogliamo rassicurare e dire a Cinelli di stare sereno, in quanto i contributi da erogare saranno approvati quanto prima e senza nessun problema da parte del nostro gruppo».

La puntualizzazione, però, si trasforma in un boomerang. «Vorremmo ricordare senza timore di essere smentiti – dicono gli esponenti di Magliano comune aperto – che l’assessore al bilancio e vicesindaco Mirella Pastorelli ha più volte chiesto che quest’anno, alla luce di una stagione andata bene e di minori problematiche rispetto al 2020, i fondi da destinare ai contributi alle attività produttive fossero diminuiti. Così è stato fatto. Sui lavori edili da svolgere nelle sedi comunali ci sembra assurdo tagliarli, visto che il fondo Covid chiede proprio di spendere i soldi per l’adeguamento dei locali e quelli programmati servono per garantire lo svolgimento delle attività dell’ente».

Botta e risposta anche sui motivi che hanno spinto Melosini e Fedeli a non presentarsi in consiglio. «Il nostro rifiuto a presenziare – precisano – è dovuto al fatto che sia il sindaco Cinelli che la vicesindaco Pastorelli erano venuti entrambi in contatto con una persona poi risultata positiva al Covid, e che la vicesindaco era stata per questo messa in quarantena preventiva in attesa di tampone. Quindi, solo per motivi di prevenzione sanitaria e tutela della salute è da attribuire la nostra assenza, cosa che ci saremmo aspettate che avesse fatto anche il sindaco Cinelli, così da dare anche lui il buon esempio».

Ma – viene da chiedersi – se davvero il sindaco ha avuto contatti con la dipendente, perché l’Asl non lo ha messo in quarantena? La risposta la dà il gruppo Magliano comune aperto: «L’accusa al sindaco sui contatti avuti con la dipendente positiva è grave e ingiustificata. Noi abbiamo piena fiducia in chi effettua i controlli e i tracciamenti e decide chi deve andare in quarantena e chi non lo deve fare».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Meteo

Maltempo in Toscana, scatta l’allerta gialla: temporali forti, vento e grandine – Ecco dove

di Redazione web