Il presidio
Lavoro, cura, diritti La Rete delle donne si “racconta” domani al museo
GROSSETO. La Rete delle donne di Grosseto si ritrova domani mattina al Museo di storia naturale in piazza Pacciardi, dalle 10 alle 12,30, per un convegno dal titolo “La libertà delle donne tra empowerment e sorellanza”. Un appuntamento che vedrà insieme più voci: le associazioni culturali come Raccontincontri e la Libreria delle Ragazze, il centro antiviolenza Olympia de Gouges, attiviste delle organizzazioni politiche e sindacali, per confrontarsi sulla vitalità dei movimenti femminili e femministi. Una riflessione che cade dopo l’appuntamento elettorale, che ha visto anche nuove forme di aggregazione e di proposte venire proprio dalle donne.
«Nel lungo periodo della pandemia abbiamo preso la parola con grande forza e ricchezza», dice la giornalista Donatella Borghesi. «Abbiamo raggiunto forse una maggiore autorevolezza nella società tutta, ma in politica e nei ruoli apicali la nostra presenza resta ancora minoritaria e subalterna alle regole maschili patriarcali». La pandemia ha messo a nudo a livello globale un gigantesco, diffuso bisogno di cura, dice la filosofa della politica Giorgia Serughetti: «Le donne stanno pagando il prezzo più elevato, perché la crisi colpisce le nostre società nell’ambito della preservazione e riproduzione della vita, cioè delle attività legate alla cura, dove sono più marcate le ingiustizie nella divisione sessuale del lavoro. Democratizzare la cura diventa indispensabile per realizzare l’eguale libertà di cittadine e cittadini».
La parità di genere è presente nell’agenda europea e in quella del nostro governo, eppure sessismo e violenza continuano a circolare e moltiplicarsi. Così come anche i diritti non sono mai acquisiti una volta per tutte, come dimostra l’attuale difficile attuazione della 194.
Misurarsi con la propria forza combattente è la proposta della filosofa interculturale Alessandra Chiricosta: «La forza è sempre stata attribuita all’uomo, mentre alle donne è riservato l’accudimento della vita. Questa dicotomia, che è un prodotto culturale, ha trasformato la forza virile in violenza, e reso “deboli” e “vittime” le donne. Solo rompendo questo schema si può ridisegnare un nuovo rapporto tra uomini e donne». Il programma vede l’apertura e saluto di Mariella Folchi, Rete delle donne di Grosseto; Donatella Borghesi, giornalista, introduce e modera il dibattito; Giorgia Serughetti, ricercatrice di filosofia politica all’Università di Milano-Bicocca; Alessandra Chiricosta, docente di filosofia interculturale e di studi di genere. Saranno in vendita i libri di Giorgia Serughetti (Libere tutte, con Cecilia d’Elia) e di Alessandra Chiricosta (Un altro genere di forza), con altri titoli proposti dalla Libreria delle Ragazze.
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