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DOPO IL VOTO

Orbetello, caos nel Partito democratico: dimissioni di massa

Ivana Agostini
Mauro Barbini, segretario Pd dell'Unione comunale di Orbetello
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Mauro Barbini, segretario Pd dell'Unione comunale di Orbetello

Sono undici i componenti che hanno rassegnato le dimissioni. Le lettere sono state inviate al segretario dell’Unione, Mauro Barbini, alla segreteria regionale del partito

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GROSSETO. L’Unione comunale del Pd perde i pezzi. Sono undici i componenti che hanno rassegnato le dimissioni. Le lettere sono state inviate al segretario dell’Unione Mauro Barbini, alla segreteria regionale del partito, a quella provinciale e al presidente della Commissione di garanzia. Fra i dimissionari anche Luca Aldi, ex consigliere di minoranza. Matteo Porta, segretario dei Giovani democratici, pur restando al suo posto, ha invece manifestato la sua difficoltà a continuare la gestione ordinaria del partito, e ne ha chiesto il commissariamento. «La decisione - scrivono nella lettera di dimissioni sette componenti dell’Unione - deriva dall’impossibilità oggettiva di gestire, a breve, la fase congressuale nella situazione difficile e confusa che si è venuta a creare dopo l’esclusione della lista di Mario Chiavetta sindaco dalla competizione elettorale. Il disorientamento - scrivono - è tale che diventa difficoltoso avviare una gestione collegiale della fase preparatoria al congresso. Per questo riteniamo che sia inutile continuare a far parte dell’Unione comunale a auspichiamo che si apra una fase di maggior equilibrio che porti a un effettivo rinnovamento degli organismi».

«Si tratta di un procedimento interno al partito - commenta il dimissionario Luca Aldi - non è rivolto contro nessuno ma vuole solo essere propositivo per un rinnovamento del partito stesso». Il segretario dell’Unione comunale, Mauro Barbini, è dimissionario. È rimasto in carica per traghettare il partito fino alla fase congressuale che adesso è minacciata dallo spettro di un commissariamento chiesto proprio dai membri dimissionario dell’Unione. «L’attuale complessità dello scenario interno al Pd - dice Porta - mi spinge a intervenire in qualità di membro di diritto dell’Unione comunale. È indubbio che la sinistra orbetellana stia - e non certo da ora - attraversando un periodo difficile caratterizzato da numerose criticità interne. Non è stata certo l’esclusione della lista di centrosinistra dalla competizione elettorale a suscitare problemi in seno a quello che dovrebbe essere ii partito trainante tutta l’area moderata e progressista. L’immobilismo, la mancanza di coordinamento, la poca trasparenza e democrazia interna, i personalismi, le correnti e la troppa filosofia hanno con il tempo fatto sì che si creasse stagnazione e si assopissero gli spiriti genuini di fare politica, quella "alta" e con la "P" maiuscola". Il segretario dei Giovani democratici ricorda come, all’indomani dell’esclusione del Consiglio di Stato, l’Unione comunale avesse votato per la permanenza in carica di Barbini per gestire l’ordinaria amministrazione e di traghettare il partito fino al Congresso. Tuttavia, a cascata - aggiunge - abbiamo dovuto registrare malumori e risentimenti che hanno portato alcuni di noi a manifestare addirittura la volontà di lasciare il partito, creando così una situazione di caos e instabilità totale. Adesso siamo arrivati alle dimissioni di massa. Personalmente credo sia utile ribadire che ritengo fondamentale prendere seriamente in considerazione l’ipotesi di commissariare il partito, rinviando la fase congressuale a tempi migliori e più maturi nei quali si potrà finalmente esprimere nuove cariche elettive in piena serenità e lucidità».

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