Il Tirreno

Grosseto

l’ordinanza 

Indagato lo stalker del pianerottolo Non può più avvicinarsi alla sua ex

Pierluigi Sposato
Indagato lo stalker del pianerottolo Non può più avvicinarsi alla sua ex

Le nuove denunce della famiglia hanno indotto la magistratura ad adottare una misura cautelare

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Pierluigi Sposato

grosseto. Non potrà avvicinarsi ai luoghi abitualmente frequentati dalla sua ex e dalla sua famiglia. Dovrà mantenere una distanza di almeno 500 metri. E poiché lui abita sullo stesso pianerottolo, ciò significa che dovrà cambiare casa.

È la conseguenza dell’ordinanza emessa dal giudice delle indagini preliminari Alberto Lippini nei confronti di un ventenne già al centro di una precedente indagine, sempre per stalking (avviso di fine indagini notificato ad aprile). Un secondo fascicolo si è aperto dopo le nuove denunce della famiglia: sempre per stalking. Perché i “dispetti” non erano cessati: per tutta l’estate appena trascorsa e anche fino a poche settimane fa, scampanellate nel cuore della notte, distacchi dell’interruttore dell’energia elettrica, offese, pedinamenti, pneumatici bucati. Barbara (nome di fantasia), 26 anni, si era rivolta al nostro giornale insieme al padre per raccontare la sua vicenda. Aveva manifestato il suo smarrimento, la sua impotenza, perché gli episodi non si arrestavano nonostante le numerose nuove denunce. Aveva detto che avrebbe comunque continuato a denunciarlo. E si era rivolta a un legale, l’avvocata Francesca Carnicelli.

La polizia di stato della Procura ha condotto le nuove indagini anche mediante l’installazione di una telecamera nell’area condominiale, puntata sui contatori. Ha sentito poi il meccanico che aveva sostituito gli pneumatici bucati dell’auto del padre (un episodio risalente a marzo). Ha raccolto la testimonianza di un amico, specialista in elettronica, che aveva modificato il campanello di casa in modo da consentire alla famiglia di escluderlo nelle ore notturne. E infine, la magistratura ha preso in considerazione anche le dichiarazioni rese al nostro giornale dallo stesso giovane, quelle nelle quali sostanzialmente ammetteva di aver sbagliato.

Dal complesso di questi elementi, il giudice ha tratto la convinzione di essere di fronte a una persona dal comportamento aggressivo, prepotente e prevaricatore, tale da creare un clima di vessazioni in tutta la famiglia della ragazza. «Le continue interruzioni dell’energia elettrica hanno creato un grave stato di disagio all’intera famiglia, la quale non è più in grado di espletare i più elementari atti della vita quotidiana. Oltretutto, abitando nello stesso fabbricato condominiale, risulta difficile per le vittime porre in essere meccanismi di autodifesa, e in ogni caso che consentano di evitare l’incontro con l’indagato, dal momento che questi non solo profitta degli incontro casuali per poter molestare le vittime, ma addirittura appostandosi nelle scale oppure nell’androne condominiale subito dopo aver staccato la corrente, cerca l’incontro con le vittime per schernirle e offenderle». Con queste parole il gip argomenta le motivazioni che lo inducono ad adottare la misura cautelare del divieto di avvicinamento, notificato ieri a tutti gli interessati. Sussistono del resto, a suo giudizio, tutti gli elementi dello stalking .«La condotta dell’indagato – scrive ancora – consistita nel molestare ripetutamente le persone offese, ha determinato in costoro un progressivo accumulo di disagio che è degenerato in uno stato di prostrazione psicologica, nel timore per la propria incolumità a causa della petulanza e dell’intrusività del suo comportamento». Potenzialmente, il giovane presenta un’indole violenta e una «spiccata pericolosità sociale», che fa presupporre la possibilità che gli atti persecutori vengano ripetuti. Anche perché nonostante sia stato oggetto del precedente procedimento, continua «in modo spregiudicato a molestare i componenti della famiglia». La misura più indicata, per il giudice, è quello del divieto di avvicinamento, alla ragazza come alla sua famiglia, accompagnato da quello di comunicare con qualsiasi mezzo con le persone offese.© RIPRODUZIONE RISERVATA

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