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Attacco informatico no-vax all’Asl Il direttore: «Non ci intimidiscono»

Francesca Ferri
Attacco informatico no-vax all’Asl Il direttore: «Non ci intimidiscono»

Migliaia di messaggi automatici sulla pagina Facebook, che va in tilt: vaccinatori paragonati ai nazisti

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Francesca Ferri

grosseto. Medici e infermieri vaccinatori paragonati ai nazisti e additati come complici di una “dittatura sanitaria”. E poi offese, ingiurie, denigrazioni contro i vaccini anti-Covid e la campagna vaccinale, deliri rovesciati in circa 4.500 messaggi a caratteri cubitali, generati in modo automatico e tutti riportanti la stessa sigla, “W”, riconducibile a una matrice no-vax.

Un attacco informatico in piena regola ha intasato e poi bloccato la pagina Facebook dell’Asl Toscana sud est, che copre le province di Grosseto, Siena e Arezzo. L’apice dell’attacco c’è stato sabato scorso, verso le 8 del mattino, ma già dal 30 settembre la Digos aveva avuto avvisaglie. E ancora fino a ieri ci sono stati strascichi di quella che, ad oggi, è una delle più gravi azioni contro la campagna vaccinale.

Un attacco al quale il direttore generale dell’Asl sud est Antonio D’Urso risponde con un messaggio chiaro e fermo: «Se qualcuno pensava di intimidire la nostra Azienda e i suoi operatori ha sbagliato di grosso. Azioni come queste non fanno altro che sostenerci nella nostra convinzione di intensificare al massimo la campagna vaccinale».

D’Urso ha presentato denuncia alla polizia postale di Arezzo, sede dell’Asl. E anche la Digos indaga. La Postale ha acquisito tutti i messaggi utili per le indagini e per la ricerca dei server e degli indirizzi Ip dai quali si conta di risalire agli autori dell’attacco. Nella mattinata di ieri gli investigatori hanno autorizzato l’Asl a rimuovere tutti i messaggi per far tornare la pagina alla piena funzionalità.

Le farneticazioni no-vax arrivano da nomi di fantasia. C’è chi si firma “Tachipirina”, chi “Pippo Pippo”, chi “Vento Forte”. Nessun medico o infermiere è stato additato con nome o cognome; i messaggi sono genericamente contro le vaccinazioni contro il Covid e chi le applica materialmente. L’ipotesi, riportata anche dall’Asl, è che la fonte dell’attacco sia stata un’app di messaggistica istantanea che moltiplica in automatico i commenti di ingiuria e odio.

«Un fatto grave che offende il lavoro quotidiano che da circa due anni migliaia di operatori dell’azienda Asl Toscana sud est fanno per gestire la situazione, per curare le persone, per stare al fianco delle persone che sono venute a contatto con il Covid-19».

A chi ancora ha dei dubbi se vaccinarsi o meno, D’Urso rivolge, in un video divulgato ieri pomeriggio, un invito ad avvicinarsi a uno dei camper vaccinali e a parlare con i professionisti dell’Asl «che potranno dare tutte le informazioni con le migliori evidenze scientifiche al momento. Dopodiché ognuno può scegliere se vaccinarsi o meno. Non vi può essere vaccinazione cosciente se non vi è un’informazione completa e consapevole».

Quanto agli autori dell’attacco, «certo – dice D’Urso – non possiamo non preoccuparci del clima generale che si sta creando e che rischia di mettere gli operatori sanitari nel mirino, virtuale, di soggetti violenti. Siamo certi che i cittadini sapranno isolarli e che la magistratura saprà individuarli e punirli. Noi, da parte nostra, portiamo avanti il nostro lavoro».

Molti i messaggi di solidarietà all’Asl sud est e di condanna per l’attacco. I primi a intervenire sono stati i deputati di Coraggio Italia, Stefano Mugnai e Maurizio D’Ettore, che parlano di un «vile attacco». «Saremo sempre dalla parte della scienza, della ricerca, dei vaccini e di tutte quelle donne e uomini da sempre impegnati ad impedire il propagarsi dell’epidemia con il loro lavoro negli ospedali e nelle aziende sanitarie».

L’assessore regionale al diritto alla salute Simone Bezzini parla di un «fatto gravissimo, che alimenta un clima di tensione inaccettabile, oltre a causare possibili disfunzioni al servizio destinate a ricadere sui cittadini. Mi auguro che certi fatti non si ripetano e invito tutti a un confronto civile e rispettoso».

Ferma la condanna da parte della Federazione degli Ordini dei Medici. Il presidente Filippo Anelli, rivolto agli autori dell’attacco, dice: «A loro, anche a loro, ma soprattutto a chi desidera vaccinarsi ma frenato da dubbi o paure, i medici continueranno a rispondere con le argomentazioni della scienza».

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