Fabrizio Rossi «Pronto a essere il nuovo vicesindaco se mi sarà proposto»
Il leader di Fratelli d’Italia ha il record di preferenze: 1.376 e si prepara a raccogliere i frutti delle urne per i prossimi anni
l’intervista
francesca ferri
Quel sorriso di intesa, che si sono scambiati sul palco di piazza Dante il 27 settembre durante la campagna elettorale, è stato di buon auspicio. Ma chissà se perfino Giorgia Meloni si sarebbe mai aspettata un tale exploit dal suo coordinatore regionale. Eppure così è stato. Fabrizio Rossi, assessore uscente all’urbanistica e allo sport di Grosseto, stavolta ha davvero sbaragliato la concorrenza. A livello personale e di partito.
Ben 1.376 grossetani hanno scritto il suo nome e cognome sulla scheda elettorale il 3 e 4 ottobre. E sono il doppio di quelli che lo fecero nel 2016 (allora 730 preferenze). Ma non è stato solo un trionfo di Fabrizio.
È stato un successo anche di Fratelli d’Italia come partito, che ha più che raddoppiato i consensi: 3.151 nel 2016, 6.672 oggi. Che significa un balzo dal 7,88 al 18,62 per cento. In pratica, quattro consiglieri in più nel parlamentino cittadino, da tre a sette.
Roba che costringe a ridisegnare gli equilibri interni della maggioranza, che mette a tacere diverse rivalità che sono serpeggiate sugli scranni del consiglio comunale e ha già spinto il sindaco neorieletto, Antonfrancesco Vivarelli Colonna, a prendere un doppio impegno: Rossi vicesindaco, al posto dell’uscente Luca Agresti (Forza Italia), e Simona Petrucci, terzo nome più votato (dopo Bruno Ceccherini), confermata assessora, non all’Ambiente ma alla “Transizione ecologica”.
Rossi, partiamo da queste 1.376 preferenze che ha raccolto dalle urne. Il sindaco lo ha definito «un record storico».
«Be’, una grande soddisfazione. Non me l’aspettavo. Un momento di grande soddisfazione e responsabilità».
A cosa attribuisce questo risultato?
«Questo successo è dovuto alla coerenza, al lavoro duro e sodo fatto in questi anni, un lavoro che non nasce dall’improvvisazione. Una scelta di coerenza che ha costruito un percorso politico di un partito radicato sul territorio, che ha saputo riprendere alcune bandiere in mano, ma con lo sguardo rivolto al futuro. Il partito vola».
Ha sentito Giorgia Meloni?
«Mi ha mandato dei messaggi di congratulazioni lunedì sera e poi martedì mi ha telefonato, congratulandosi con me e con tutto il partito».
A proposito di Meloni, circolano voci che vorrebbero Fabrizio Rossi futuro candidato alle prossime politiche.
(Pausa di qualche secondo).
«Sono chiacchiere. Non c’è niente di tutto questo all’orizzonte. No comment».
Resta a Grosseto?
«Io ho rinunciato a tante lusinghe. Potevo andare a Roma e a Firenze. Ma credo nella nostra terra e resto qui».
Vivarelli Colonna ha già detto che è pronto per lei l’incarico di vicesindaco.
«Se il sindaco, giustamente, propone la carica di vicesindaco a Fratelli d’Italia, il partito che lo ha sempre sostenuto e non ha mai vacillato, credo sia per lui una soddisfazione. Per me è un prestigio e un onore. Quindi, se me lo propone, accetto».
Pensa di continuare a detenere le deleghe che ha avuto finora, cioè urbanistica, sport, edilizia privata, Peep, agricoltura?
«Lo decideremo al tavolo politico con gli alleati».
Come procedono i lavori per definire la giunta? Fratelli d’Italia adesso è il partito di maggioranza nella maggioranza. Cosa cambierà?
«Siamo la maggioranza nella maggioranza, sì, ma anche una forza politica forte. Questo è obiettivamente un vantaggio. Si lavora in armonia».
In armonia? Ci sono assessori uscenti che, pur avendo raccolto molte preferenze, sono al momento fuori dalla giunta, ad esempio Fausto Turbanti della lista Vivarelli Colonna sindaco, e Giacomo Cerboni della Lega.
«Lavoriamo in armonia».
Ora che il peso di Fdi è raddoppiato in maggioranza, quale sarà la bandiera del Suo partito nell’azione amministrativa dei prossimi cinque anni?
«I temi sono tanti, e sicuramente c’è lo sviluppo della città che cresce e deve essere attrattiva. Una città dove si vive bene e si vuole restare a vivere».
In concreto, cosa farete?
«Molti ragazzi vanno via perché non trovano lavoro: noi creeremo più opportunità di lavoro a casa nostra».
Tornando alla campagna elettorale, alla luce del Suo risultato c’è qualcuno che vuole ringraziare?
«Voglio ringraziare in maniera assoluta le persone, i militanti e i dirigenti che in questi anni hanno creduto in Fratelli d’Italia. Questa è la vittoria di chi ha sostenuto in questi anni il nostro partito, e il merito di questo risultato è loro».
Qual è stato il momento più bello di questa campagna elettorale? E quale il più brutto?
«Il momento più bello è stato accanto a Giorgia Meloni sul palco. Momenti brutti non ci sono stati: è stata una bella campagna in cui ci siamo confrontati con i cittadini».
Uno sguardo alla provincia. Vittoria, scontata, per Andrea Casamenti a Orbetello, dove il Pd è stato espulso dalla corsa elettorale; sconfitta per Francesco Marchi a Scansano e per Alfredo Cesario a Castiglione della Pescaia.
«Siamo contenti di Orbetello, è stato un plebiscito che ci aspettavamo. A Scansano ha pagato la divisione del centrodestra (la Lega ha presentato un proprio candidato, mentre Fdi e Forza Italia hanno corso insieme); non ci si improvvisa a un mese dalle elezioni. A Castiglione della Pescaia c’è un partito da ricostruire. Negli ultimi dieci anni l’opposizione è stata inesistente nella prima legislatura e poi molto debole nella seconda. È una riorganizzazione del partito che stiamo facendo in tutta la regione».
E nel resto del territorio provinciale?
«Dobbiamo costruire alleanze sempre più forti e un percorso condiviso. Per farlo bisogna ragionare con i sindaci dei comuni dove governiamo ma anche dove non governiamo».
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