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LAVORO: LE STRATEGIE 

Il mondo delle imprese conferma Breda «Risolvere subito il problema Tirrenica»

Juna Goti

Ecco la nuova Camera di Commercio: la sfida delle infrastrutture e l’appello per accelerare sul commissario della costa 

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Juna Goti

grosseto. C’è anche la strada della morte tra i temi da sottoporre con forza alle istituzioni nei prossimi cinque anni. La Tirrenica. Un tema che svolazza da anni sui banchi della politica. Senza che nessuno sia ancora riuscito a trovare una soluzione. Ieri mattina a Livorno si è riunito per la prima volta il nuovo consiglio della Camera di Commercio della Maremma e del Tirreno, in altre parole di Livorno e Grosseto, che per i prossimi cinque anni ha deciso di affidarsi di nuovo alla guida di Riccardo Breda.

L’imprenditore grossetano è stato confermato presidente per acclamazione. E nel suo intervento di fronte al parlamento delle categorie economiche ha ricordato di quando «arrivai a Livorno cinque anni fa e si aspettava l’avvio della Darsena Europa».

Cinque anni sono passati e «ieri è arrivata la prima buona notizia: Luciano Guerrieri ha annunciato l’inizio dei lavori che daranno il via alla Darsena», vuol dire che da qui al 2026, quindi «per la chiusura del nostro mandato», quello «è un progetto possibile». Manca però, sottolinea, «un’altra buona notizia: la nomina del commissario per il corridoio Tirrenico, che stiamo aspettando da tanto tempo». La richiesta? Che sia decisa entro fine anno.

L’autostrada Tirrenica, la 398 per Piombino, la storia infinita del Lotto Zero, anche un sistema ferroviario capace di far correre davvero la costa di una Toscana a due velocità. È sulle infrastrutture che torna così a battere cassa il mondo economico, con la convinzione che «lo sviluppo di un territorio passa per lo sviluppo delle sue imprese e lo sviluppo delle imprese poggia anche su quello delle infrastrutture».

Raccoglie la palla l’assessore regionale alle attività produttive, Leonardo Marras, grossetano anche lui, che pone l’accento su «tutte le Tirreniche» da risolvere sulla costa e dice ad esempio che «non possiamo accettare che tutto il Tirreno sia privo nella sua programmazione di una infrastruttura ad alta velocità». Poi saluta «con grande positività» il via libera alla maxi Darsena, definita «l’opera più importante» non solo per il porto di Livorno, ma per la Toscana.

Guardando al futuro della Camera di Commercio, è un Breda emozionato quello che in apertura ripete più volte la parola «uniti». Perché di fatto con la conferma per acclamazione del presidente, le categorie confermano anche la volontà di dare continuità e fiducia a un modello – quello dell’unione di due territori vicini ma distanti, come Livorno e Grosseto – che al debutto non era scontato. Una unione che a detta del presidente «ha saputo aiutare senza invadere il campo di categorie e sindacati».

Di difficoltà da superare ce ne sono state tante e Breda ne cita due su tutte: l’alluvione del 2017, che ha coinvolto l’ente nella gestione dei labirinti amministrativi per i risarcimenti alle imprese, e la pandemia che nel 2020 «ci ha travolto tutti, ma senza farci arretrare».

Nonostante tutto «qui ne stiamo uscendo in una bolla positiva», perché «ci sono state due stagioni turistiche inaspettate e il mondo dell’edilizia sta tenendo», ma la «paura di un rimbalzo negativo» è dietro l’angolo, come racconta il settore dell’automotive.

Le sfide per il futuro sono tante: dall’export alla digitalizzazione, dalla formazione allo sportello unico per le imprese. Un punto su cui batte anche il presidente di Unioncamere Andrea Prete, che dopo i complimenti al presidente rieletto, ripete che «le Camere di Commercio possono diventare il punto unico di accesso alla pubblica amministrazione». Da segnalare le opportunità del periodo post pandemia: «Mancano intere categorie di lavoratori, come autisti dei camion e addetti alberghieri e della ristorazione». E pur senza sottrarsi al dibattito sui salari, apre una polemica contro il reddito di cittadinanza: «Ha portato tanti a proporsi solo se pagati in nero».

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