Il presidio
«Invito tutti gli scontenti di Casamenti: votateci»
Paola Della Santina, candidata sindaca a Orbetello: «Noi siamo davvero l’alternativa»
l’intervista
Paola Della Santina (in foto) è la candidata a sindaca di Alternativa Orbetello: 60 anni, professoressa di inglese alle scuole superiori, fa politica attiva da circa 15 anni. Fa parte di Sinistra Italiana.
Della Santina, come è nata l’idea di candidarsi a sindaca?
«Tutto nasce da un rifiuto, dalla nostra esclusione dalla lista di Mario Chiavetta sindaco che all’inizio ci ha visto lavorare anche con forze eterogenee. Avevamo lavorato, partecipato a tavoli, incontri, avevamo fatto presenti nostri punti fermi che erano stati accolti. Tutto bene fino a due giorni prima dalla presentazione della lista di Chiavetta quando dei due candidati di Sinistra Italiana, io e Valentino Bisconti, lui è stato escluso. Una situazione che non potevamo accettare. D’altro canto noi siamo un partito e non potevamo nemmeno rimanere a guardare alle elezioni. Per questo ci siamo messi in gioco. La mia candidatura è nata spontaneamente e in un incontro informale. Sono stata scelta dai candidati consiglieri. Non abbiamo una nostra sede. Ho accettato perché mi piacciono le sfide. Non mi scoraggia correre in salita. Anzi».
È stato difficile comporre la lista?
«Ci sono persone eterogenee. Quattro siamo di Sinistra Italiana, gli altri non sono iscritti a partiti ma impegnati nel sociale. Ci accomunano l’attaccamento al territorio e la voglia di impegnarci per migliorarlo. È stata un po’ una lotta contro il tempo e non potevamo rischiare di arrivare tardi. Abbiamo fatto i passaggi necessari e quando abbiamo chiesto ai consiglieri del centrosinistra di autenticare le firme della lista, alcuni non erano presenti, altri non hanno risposto e altri ancora hanno detto no. Abbiamo quindi chiesto al consigliere e senatore Roberto Berardi che nel suo ruolo istituzionale le ha autenticate. Ha fatto quello che si fa in un sistema democratico ricoprendo un ruolo istituzionale».
Le rimproverano di non avere esperienza amministrativa. Cosa risponde?
«È vero, ma se c’è riuscita l’attuale amministrazione possiamo riuscirci anche noi. Siamo persone cui non fa paura e studiare e documentarsi».
Come si spiega l’esclusione di Chiavetta?
«Forse hanno sottovalutato la difficoltà nel presentare la lista che è un momento molto delicato e ha procedure complesse. Forse si è trattato di un errore dettato dalla fretta».
Cosa serve per cambiare Orbetello?
«Una nuova visione. Noi abbiamo idee diverse sulla tassazione. Per la riduzione Tari concessa causa Covid, non l’avremmo ridotta in maniera generalizzata come ha fatto l’amministrazione. L’avremmo ridotta a quelle persone e attività che hanno davvero bisogno perché in difficoltà. Anche il rapporto con il personale deve cambiare. Sappiamo che c’è un grande scontento e occorre sopperire alle carenze di personale. Sui rifiuti vogliamo il porta a porta. Al centro di questa visione ci devono essere le persone. Chi è in difficoltà. L’ambiente. Serve sviluppare le aree come l’ex Aeronautica ad Albinia per realizzare una Rsa per anziani a prezzi abbordabili. Anche un centro culturale e sportivo. Vorremmo portare l’acqua dell’Osa ai campeggi».
Un pregio e un difetto di Andrea Casamenti?
«Forse è allo stesso tempo un pregio e un difetto: essersi dimenticato di aver amministrato in tutti questi anni. Parla della laguna e dice che hanno garantito buone stagioni dopo il dramma del 2015, ma se la laguna è piena di alghe tanto che non si può uscire con le imbarcazioni è anche a causa delle amministrazioni di cui ha fatto parte. Dell’Aurelia ora dice di essere contrario all’autostrada ma non era certo così in passato».
Un suo pregio e un suo difetto?
«Sono testarda. Come pregio ascolto tutti. Noi siamo per l’inclusione».
Cosa dice agli elettori?
«Andare a votare. E votare l’unica Alternativa a Casamenti. Invito tutti gli scontenti di Casamenti a votarci».
Si aspettava che gli esclusi convergessero su di voi?
«Speravo in atteggiamenti lungimiranti. Abbiamo compreso l’amarezza ma era importante guardare avanti, invece sono partiti attacchi personali e un velato invito a non andare a votare. Non capisco. La nostra lista è una svolta».
Ivana Agostini
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