Il Tirreno

Grosseto

capitale della cultura: la polemica 

Opposizione furiosa «La città corre sola e si isola di nuovo»

Opposizione furiosa «La città corre sola e si isola di nuovo»

Grosseto Città Aperta e 5 Stelle contro l’amministrazione «Ennesimo sfoggio di una scellerata logica individualista»

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GROSSETO. «La notizia della definitiva spaccatura sulla candidatura di Grosseto a Capitale italiana della Cultura costituisce per il territorio una ferita profondissima, capace di arrecare un danno enorme al tessuto, non solo culturale, della nostra comunità». Interviene così Carlo De Martis, candidato nella lista “Grosseto Città Aperta” a sostegno di Leonardo Culicchi, dopo la notizia della fine del sogno di un progetto condiviso. Come Il Tirreno ha raccontato sull’edizione di ieri, il 19 ottobre dalla provincia partiranno due proposte: una da Grosseto, una dall’Amiata – compresi alcuni comuni in provincia di Siena – per convincere il ministero.

Grosseto Città aperta

Attacca De Martis: «La storia è nota. Vivarelli Colonna, insieme al suo assessore alla cultura, aveva deciso di candidare la città a capitale della cultura, sennonché all’indomani scopriva che anche i comuni della montagna stavano lavorando a una analoga candidatura per l’area dell’Amiata. Ieri (venerdì, ndr) nove sindaci dell’area nord della provincia hanno lanciato una proposta per uscire da questa impasse, invitando l’intero territorio a presentare una candidatura unitaria, forte, coesa e articolata, ma il Comune di Grosseto ha respinto la proposta al mittente, insistendo in una politica isolazionista e di chiusura. Un corto circuito che manifesta ancora una volta l’attitudine di Vivarelli Colonna – che oltre a essere il sindaco del capoluogo sarebbe pure il presidente della Provincia – a isolarsi anziché fare rete, a dividere anziché tenere insieme. Per noi grossetani questo esito purtroppo non stupisce, perché è la cifra di cinque anni di governo che hanno portato Grosseto fuori dai principali circuiti». Grosseto Città Aperta punterà, tra le altre cose, a «istituire gli Stati generali della cultura per elaborare una rinnovata politica culturale aperta alla contemporaneità, apriremo un Forum cultura permanente e partecipato, rafforzeremo Cap58100-Cantiere d’Arte Pubblica, ripenseremo la funzione dei teatri».

Cinque Stelle

«Inspiegabile – dice anche il Movimento 5 Stelle – l’atteggiamento di Grosseto nella corsa a Capitale italiana della cultura 2024: anziché lavorare per creare preziose opportunità, la scelta, ancora una volta, è quella di dividere. La logica del “con noi o contro di noi” che distingue il modus operandi dell’amministrazione Vivarelli appartiene a un’ideologia disastrosa che ha già creato danni. Senza considerare che questo è il momento di restare uniti, di lavorare per un bene comune. Servono ponti, non muri. Eppure la destra lavora solo per riflettori e divisioni». Il Comune capofila, che «tra l’altro è guidato dal Vivarelli Colonna che è pure presidente della Provincia – attacca il M5s – non si è mai premurato a sufficienza di coinvolgere, con atti ufficiali, le altre realtà del territorio. Forse troppo ghiotta l’opportunità di poter sfoggiare sotto i riflettori elettorali una corsa così ambita. Ma è proprio tutto questo – insistono i pentastellati – che noi condanniamo: la spettacolarizzazione di un possibile prezioso traguardo. La destra, ancora una volta, piega la realtà e l’interesse pubblico per fini di parte. Intendiamoci – insiste il M5s – pure dal fronte amiatino qualcosa in più poteva e doveva essere fatto in termini di inclusione. Ma spettava al capoluogo di provincia che ha peso tessere i fili del dialogo».



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